Un modesto pensier mio, da insipiente poi...

di Domenico IodicePontelatone – Dunque, a parer mio esclusivo: l'ottima politica è pur quella che si forgia sull’esigenza di relazionarsi con gli altri, di pensarsi non all’insegna d'un “ io singolare ” e di poter, così, contribuir a dar esistenza a istituzioni fondamentali e capaci di raggranellar le istanze della società. Ma sempre più ci si sente soli in questa battaglia: sol scavalcando l’indifferenza, coinvolgendo i giovani, stimolando la partecipazione si può recuperar il senso dei principi e l'inseguimento disinteressato del “ comun bene ” . Tal topic sulla ottima politica non è contenitor di certezze: è niente più che d'un pensar, non a voce alta come si è soliti dir, ma in forma scritta. Come si può definir in codesta epoca d'una ottima politica???!!!
D'un primo requisito continua ad esser pur quello di ricercar il bene comune, non un interesse solo di parte oppur d'una ambizione propria fine a se stessa, scissa da ogni coerenza con il progetto generale giusto per i più... Maggiormente ostico forse è definir in tal epoca i contenuti del bene comune.
Il crollo di quei regimi, che avevano promesso la liberazione delle persone ed avevano rappresentato invece d'una animalesca soppressione della Libertà e negazione della Giustizia, è sembrata travolgere ogni ambizione della politica a mutar e migliorar le società nelle quali viviam. A ideologie incapaci si è ritenuto di rispondere negando il riferimento a valori ideali. Nel campo progressista il pragmatismo, la concretezza son divenuti i soli criteri per selezionar le classi dirigenti e validare l'efficacia delle proposte.
Il pragmatismo da solo non conduce in alcun loco. Non rappresenta certo la pessima politica ma crea fori dai quali essa può entrar.
La concretezza è necessaria in politica, ma è tassativo posseder la consapevolezza di quali coerenze esistano tra il realismo dell'azione e gli ideali ai quali ci si riferisce.
La politica, quella ottima, deve tener forte la relazione tra il dir e il far: i valori che si assumono, i progetti che si costruiscono, le attuazioni che di essi si riesce a realizzar.
Gli ideali, ciò che fonda una cultura politica e la rinnova, non germogliano né crescono e si diffondono come i funghi porcini, per annate di sole o di pioggia. Richiedono comparazione, messa a punto rigorosa, impegno per costruirvi consenso e partecipazione attiva. L'assenza di questi riferimenti forti produce nel nostra epoca esiti eclatanti. Viviam d'una crisi esiziale, che agita non d'una fase economica ma gli assetti di una specifica e datata organizzazione capitalistica del mercato, quella della finanziarizzazione dell'economia, del suo predominio sulla produzione; quella che vede il mercato espandersi e tentar di conquistar l'intera società; quella infine che produce dissesto ecologico e rischi di distruzione della dimor comune dell'umanità, il nostro mondo. È innanzi ai nostri occhi un altro fallimento ciclopico, quello del neoliberismo barbaro, del rifiuto di ogni norma, con il qual le destre planetarie hanno preteso di governar la globalizzazione. Di fronte a codesto fallimento politico e culturale sta però l'assenza di un progetto alternativo, che incarni gli ideali delle forze progressiste: quali norme per far funzionar il globo, oggi vittima di caos, conflitti, terrorismo, ingiustizie.
Quali i compiti di una ONU riformata, che sia in grado di svolger funzioni di intervento non arbitrario per la tutela, ovunque, dei fondamentali diritti umani; di spegnere, risolvendoli politicamente, i tanti focolai di guerra; di indirizzare riconversioni delle economie così da renderle più giuste, per i popoli e sostenibili per l'ambiente.
Quali passi, per quanto concerne Noi in codesta parte del pianeta, perché Pontelatone assuma totalmente d'una dimensione politica che la realizzi come paese civile, in grado di esser protagonista di relazioni politiche edificate per d'un destino di pace tra i cittadini e in una cooperazione che assicuri traguardi di prosperità e dignità ad ogni pontelatonese.
In fondo il sol pensar in tal maniera, se non ci consegna d'un progetto certo, ci dà almeno un abbozzo di valori ideali ai quali potersi riferir: la pace; la non violenza; la dignità delle persone; la giustizia; uno sviluppo socialmente ed ecologicamente sostenibile; l'uguaglianza delle opportunità da garantir ad ogni singolo essere umano.






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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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