Il Paese nel cuor


Un dì, un attempato agricoltor, amico a me caro,
mi narrò che, disperso nelle vicinanze del Monte Maggiore,
v'era d'un paesin ove regnavano la pace e la letizia.
Le dimor eran minuscole, la piazza a grandezza di fazzoletto, la chiesa piccola.
Di ciclopico v'era sol il cor della gente.
Era abitato da una manciata di esseri umani, molto in là con gli anni e pregni di assennatezza.
Si nutrivano dei frutti di madre terra, di fede, di sorrisi e di attese.
I giovani si erano condotti nel travagliar altrove e non avevano più fatto ritorno.
L'amico a me caro, mi indicò di partir alla prima luce del dì, in modo da giunger lassù di buon mattin, per cogliere l'intero stupor del giorno, sin quando l'astro illuminante si cela oltre le vette nel suo cammin che conduce all'oceano...


Domenico Iodice









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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

12 commenti:

  1. Domenico, è bellissima, hai superato te stesso.In questa poesia tratti il tema delle nostre radici, del mondo a cui siamo inevitabilmente legati,mi affascina molto e mi commuove, anche. Non posso fare a meno di ripensare alla canzone di Guccini intitolata,appunto "Radici". Poesia molto bella e toccante, veramente bravo.Ciao

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  2. Leggere questi versi da la sensazione di prendere un ampio respiro.Come a dire Finalmente mi sono liberato di quello che avevo dentro!

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  3. Mimmo questa poesia è una morsa allo stomaco tanto la trovo amaramente vera..bella.a presto

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  4. Delicata questa poesia,alcuni punti sono davvero sorprendenti,illuminano davvero il buio dei nostri ricordi. Spero di leggerne ancora.

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  5. Caro Mimmo,sapere "parlare" di noi non è non è sempre facile.....questa tua poesia “a parer mio :-)” conferma la tua bravura.Non posso che dirti bravo

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  6. La nostra storia per molti può essere maestra di vita.lo diceva Cicerone,non uno qualunque. Sei un grande latonese

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  7. Sono versi belli, ma Domenico tu mi fai un po' impressione, troppo tormentato, troppo visionario, troppo amorevole. Mi piaci

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  8. "Si nutrivano dei frutti di madre terra, di fede, di sorrisi e di attese ": già questo verso vale il prezzo del biglietto, come direbbe un commentatore sportivo. Quasi quasi ti invidio per quello che tiri fuori. Complimenti signor Iodice

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  9. Mimmo, devo ammettere che la mia ignoranza non la sa leggere bene,ma la trovo struggente. Ciao ciao

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  10. è stupenda.presumo che il paese in questione è pontelatone?

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  11. Bellllllissssssssimaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!

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  12. In questa “poesia” di Domenico, leggo di un ragazzo che soffre per la “lontananza” dal suo paese natale. Trasferirsi temporaneamente o stabilmente in un paese diverso da quello d'origine è un processo che, insieme ai cambiamenti esterni, mette in moto tutta una serie di cambiamenti nel mondo interno degli individui. Del resto questo è facilmente intuibile: cambiando il mondo esterno cambia necessariamente anche il modo in cui ci si rapporta a esso, cambia la propria posizione rispetto agli altri e quindi anche il modo di sentire e pensare se stessi. Interessante, davvero interessante Domenico come pensiero.

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