La politica in Italia ha fallito


Domenico Iodice | Pur quello di ieri, tassativamente, doveva esser d'un dì che doveva donar d'una nova alba alla Nazione e far germogliar d'un “ nuovo “ governo dopo oltre due mesi dal voto. Invece no, è giunta d'una tragedia figlia della disperazione sociale, economica, politica. Una disperazione dovuta senz'alcun dubbio ad una politica assetata di potere e incapace di cogliere il grado di afflizione degli italiani. Noi, sovente e a bassa voce, ci siam domandati: ma d'un politico che percepisce d'un compenso mensile di ben 12.000,00 - 15.000,00 euro per il ruolo che occupa, può mai carpir il disagio sociale-economico d'un comune impiegato che guadagna ben 1300,00 euro al mese? Crediam proprio di no, appunto perchè con d'un mensile simile la ostica crisi neppur ti tange. Pensiam in maniera convinta che, le lacrime di un qualche mese fa della Fornero, eran lacrime di coccodrillo, d'una autentica presa per i fondelli. Andiam oltre, d'un dramma che parev genito di un aspetto psicologico d'una persona, invece si è rivelato figlio d'un patimento che si sta consumando in codesto Paese. Sottotiro dell’uom v’eran loro, i politici italiani. L’uom non è riuscito a raggiungerli ed ha sparato ai due carabinieri. Voleva poi uccidersi, ma non ha ben conteggiato i proiettili esplosi e dunque non è riuscito nel realizzar la sua intenzione. É stato l'uomo stesso nel narrar il quanto. Ecco, la narrazione è la traduzione di quello che sta avvenendo in codesta Italia degente. D'un Paese soffocato dai cotanti debiti dello Stato e dai debiti personali, conseguenza d'una crisi tremenda e perniciosa, tragica, che sta conducendo in tilt le menti degli italiani. Lo Stato ha sbagliato. Bisogna ammetterlo. Il gesto va condannato sempre e comunque, e codesto senza alcuna esitazione, ma va pur proferito che la gente è stata abbandonata e pressata dal potere politico che ha ridotto gli individui a cavie da laboratorio a disposizione dello Stato Italiano. Cavie con avente sembianze e funzioni del Bancomat, soffocate dal sistema riscossivo e dalla faraonica tassazione sin nel giunger a ledere la dignità dell’essere umano. Decenza frantumata tramite l' assenza di lavoro. L'ingranaggio s'e' inceppato, perché è si è bruciato il disegno che tien in vità d'un paese: la produzione che crea lavoro. Le menti son divenute fragili, v’è chi riesce a resistere, ma v’è chi non riesce nel reagir alla debolezza mentale, sin a giunger a gesti che mutano in dramma. Di certo va condannato tutto quello che incute dolor ad altri individui, ma urge prestar attenzione a non saper udir chi a quel gesto ci è giunto, o altri soggetti che posson giungerci perché si sentono traditi dalle Istituzioni. Magar è il caso che prima di condannar si faccia d'uno sforzo trasversale, distanziandosi da posizioni ideologiche, per comprendere totalmente quelle che son le ciclopiche difficoltà che in codesto frangente demoliscono famiglie e imprese, per evitar di dover poi condannar gesti estremi come quello di ieri a Roma. Ogni gesto è seguito da cotanta disperazione. Tal avvilimento va necessariamente udito e seguito con azioni tangibili, altrimenti di atti di violenza come quello di ieri a Piazza Colonna o come pur quello di qualche mese fa avvenuto a Perugia, si posson rinnovare e noi sarem qui nel condannar l'azione senza aver fatto niente affinchè all'azione non si giungesse.
Per quel poco che possa valer, conferiam una nota di merito alle Forze dell'Ordine impegnate su tutto il territorio nazionale ed oltre.











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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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