Anziché di sfornare nuove leggi, pensiamo a come far ottemperare le circa settantamila già esistenti

di Domenico Iodice | Pontelatone – Bene, esistono vocaboli, intro alla lingua italiana, che lo “ Stivale “ par aver obliato: cultura, istruzione, formazione, educazione, rispetto e potremmo proseguir ancor per molto. A quanto par si gradisce il sentier più corto, quello della forza, quello di sfornar d'una legge. Quella del bavaglio. Sul banco degli imputati v’è il web. Convogliatore di minacce a Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, in una estesa intervista s'e' lamentata per le dozzine e dozzine di minacce che ogni qual dì riceve. Chiede, la Boldrini, che vada a conclusione “ l’anarchia del web ”. “ So bene che la faccenda del controllo del web è delicatissima ( afferma la Boldrini ). Non per questo non dobbiam porcela ( sempre il Presidente della Camera ) ”. Dunque iniziam col dar solidarietà totale a Laura Boldrini e, naturalmente, tutto il dileggio per chi cela il suo livore verso il “ gentil sesso “ o verso le donne in politica, dietro d'una e-mail. Ma proferito questo, ci interroghiamo, il web cosa c’entra? Non è dunque il mezzo che dev'esser monitorato, di certo non tramite il bavaglio che otterremo dei risultati. Sbarazzarsi dei messaggi offensivi in tal modo, non è come celar la polvere incomoda sotto il tappeto della stanza ove svolge il proprio ruolo il Presidente della Camera. L'artifizzio non funzionerebbe. Le leggi da ottemperare nella esistenza materiale son le stesse che vigono sul web. Il fatto è farle osservar. E qui è d'un dovere esclamar con tono imperioso il quanto segue: perchè codesta benedetta Italia possiede oltre settantamila leggi, sei volte la Francia, e cinque volte la Germania. E par non bastino mai. A nostro esclusivo parer, si tratterebbe solo di farle applicar. In maniera celere e coll'autorevolezza. Dunque, quante donne denunciano i propri perseguitori e molto spesso chi dovrebbe fungere da scudo agisce con lentezza da lumaca e scarsa efficienza, sin al punto che in cotante vengono uccise nonostante si sian rivolte alla legge?
Certo, il web, per la sua semplicità, è d'un autentico moltiplicatore. Ma è pur vero che è d'un contenitore di ” vario tessuto umano ”. Per fortuna la maggior percentuale di tal “ tessuto “ è sana di mente e perbene. Necessariamente dobbiam pensare che è dalla scuola e dalla famiglia che bisogna partir, sin dalla tenera età, per educar, per forgiar, per spiegar. Metodo più lungo certo che non quello di sfornar d'una nova, ennesima, legge più ferrea.
Ogni qual volta che si interviene nel depennare d'un messaggio, ad oscurare un sito o d'un blog, v’è d'una reazione fortissima della rete che invoca la libertà e parla di censura ( asserisce Roberto Natale, portavoce della Presidente ) “. O santi numi, mi par ovvio. E di cos'altro dovrebbe proferir? Rimaniam esterrefatti, ci meravigliamo che codeste parole sian proferite da quel Roberto Natale, già presidente dell’FNSI ( il Sindacato dei Giornalisti ) che ha battagliato d'una miriade di volte per la libertà di stampa e contro le leggi bavaglio o la censura. Le leggi in Italia esistono, e pur cotante. Basterebbe farle ottemperar con severità e immediatezza. La censura, la chiusura di un sito, un blog o d'un profilo Facebook non risolveranno mai il grattacapo. Anzi, rischierebbero di aggravarlo notevolmente.
La rete, il web, è d'una sconfinata e gremita agorà. E in piazza qualcun grida, e noi cosa dovremmo far, demolire, serrar la piazza? Se in piazza qualche individuo perpetra degli abusi, basta rivolgersi alle autorità competenti.








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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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