Basta ad un Paese solcato sempre di più dal sangue e dal dolore delle donne

Domenico Iodice | Pontelatone – Dunque, nonostante il grado dello sforzo adoperato, non riusciamo nel cogliere il fatto sul perchè in questa Italia si è sempre in ritardo su tutto, e solo dopo si cerca di mettere una toppa per acquietare il popolo.
Mentre ha luogo il funerale di Fabiana, la ragazza bruciata viva dal fidanzato, alla Camera son in corso le dichiarazioni di voto per la ratifica della Convenzione di Istanbul. Dopo Albania, Montenegro, Repubblica Ceca, Turchia pur lo Stivale dunque, salvo imprevisti, riconoscerà la violenza sulle donne pur come d'una violazione dei diritti umani e d'una forma di discriminazione.
La Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica ( aperta alla firma 11 maggio anno 2011 nella capitale turca e poi siglata nello scorso settembre a Strasburgo ), è il trattato internazionale di portata più ampia che ci sia per trattar codesta piaga sociale della violenza sulle donne. D'un percorso parlamentare che non ha fatto mancar polemiche e discussioni: ieri durante la discussione l'aula era d'una quasi area deserta, presenziavano sol d'un centinaio di deputati, qualor non sia d'un errore, circa uno su sei. Il presidente Laura Boldrini ha esternato tutto il suo dispiacere, rimproverando i deputati non presenti. Il presidente Laura Boldrini: " Basta con la violenza travestita da amore. ".
In questi giorni il Paese è solcato da sangue e violenza. Vittime ancor le donne, più che giovani. Assassinate, vessate da uomini, in grande percentuale da fidanzati. Gelosi morbosamente o spesso rifiutati, reagiscono con funesta ira e titanica insania, divenuti orbi dalla collera appaiono senza coscienza e cuor. Ben quattro, gli omicidi in circa tre settimane. Quattro esistenze stroncate dall’irrazionalità e dal delirio di chi non possiede la forza di stopparsi a pensar, di risolvere i conflitti interiori che magar giungono da faccende remote oppur si manifestano nella quotidianità e ai quali l’unica “ risposta “ che si ritien risolutiva è d'una mano che uccide. E’ raccapricciante la cronaca cartacea e televisiva di codesti giorni: d'un quasi bollettino di guerra. Tanto dolore e sangue, ecco di cosa è pregno lo Stivale. Quattro donne giovani assassinate ed abbandonate come se la lor esistenza non valesse niente e la lor morte fosse d'un “ castigo ” da scontar, lo scotto da pagar . Codesti son i fatti, brutali e senza veli: Ilaria, diciannove anni, strangolata e stuprata da un uomo senegalese; Alessandra, trenta anni, accoltellata dall’ex fidanzato geloso; d'una studentessa di venti anni massacrata di botte dal fidanzato perché ha rifiutato di far l’amore con lui. E poi c’è Fabiana: sedici anni, accoltellata e data alle fiamme prima ancor che perdesse i sensi. Era ancor viva quando è stata cosparsa di liquido infiammabile e nonostante quelle venti coltellate che le hanno devastato il corpo, ha cercato di salvarsi. Il “ fidanzatino ”, ben diciassette anni, ha ammesso: “ Avvertivo un forte senso di gelosia. “. Comportamenti privi di ogni qualsiasi freno, ponderatezza, raziocinio; pensieri sovente lugubri che non dovrebbero tangere giovani di sedici, diciannove o ventuno anni, reazioni per lo più indotte dall’incapacità di affrontar i grattacapi che la esistenza ti porge ogni qual dì. Ma perché? Da cosa vien attraversata la testa di codesti giovani ragazzi che decidono di pugnalare, soffocare, violentare, malmenare e dar fuoco a giovani fanciulle, magar per d'una negazione, per d'un messaggio sul telefonino mal interpretato, per d'una occhiata interpretata quasi come d'una infedeltà peccaminosa? Qual fatto induce costoro ad assassinare, a rovinar d'una famiglia e a ipotecar il loro stesso domani? Il femminicidio sta assumendo sempre più la forma di una soluzione del grattacapo. E' giunto l'istante di posar in campo mezzi e antidoti adatti per combattere codesto increscioso fenomeno. Basta a codeste eccellenti dissertazioni di Camera e Senato. 









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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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