Grillo da re a ciambellano nelle regioni rosse. Il Pd ‘ vince ’ come Pirro e lascia sul campo migliaia di voti

Appena due mesi fa, il Movimento 5 Stelle aveva ottenuto risultati sorprendenti nelle regioni rosse per antonomasia, Toscana ed Emilia Romagna, facendo temere al partito democratico e al centrosinistra in generale un drenaggio di voti che avrebbe potuto addirittura porre fine al dominio incontrastato che dura da oltre sessant’anni.
È evidente, dunque, che le ultime elezioni amministrative assumevano, in quelle zone, il significato di un test importante per verificare la tenuta della base Pd, dopo la nascita del governissimo, e del Movimento 5 Stelle.
Il primo dato incontrovertibile è che, affluenza alla mano, in valori assoluti hanno perso consensi entrambi. In Emilia Romagna, nessun capoluogo di provincia era chiamato a scegliere il sindaco, ma un test importante era quello di Imola. Nella città cerniera tra Emilia e Romagna, il partito democratico ha perso più di 5000 voti rispetto a due mesi fa (la percentuale è salita solo perché è crollata l’affluenza), attestandosi a 12996 voti rispetto ai 18027 delle politiche. È andata ancora peggio al movimento di Beppe Grillo, passato da 11405 voti a 6075, con un calo vicino al 50%.
Stesso copione in Toscana, dove erano chiamati alle urne i cittadini di Pisa, Siena e Massa.
A Massa l’emorragia è stata evidente: il partito democratico ha perso quasi 3500 voti (8659 domenica, 12098 due mesi fa), mentre i grillini sono letteralmente crollati da 12182 a 4590. Più della metà dell’elettorato ha abbandonato i pentastellati, facendo perdere al Movimento la palma di partito più votato in città che aveva conquistato alle ultime politiche.
Altre fortissime delusioni sono arrivate da Pisa. Nella città della torre pendente e del premier Enrico Letta, il Movimento 5 Stelle ha perso 7000 voti (da 11377 a 4025), mentre il Pd ha aumentato la percentuale (sempre a causa del calo dell’affluenza) ma ha perso quasi 6000 voti (da 19303 a 13459).
Ultimo dato, emblematico, è quello di Siena. Dopo lo scandalo clamoroso del Monte dei Paschi che ha letteralmente scosso una città legata a doppio filo alle vicende della banca, ci si aspettava un Movimento 5 Stelle in grande spolvero. Ma i grillini non solo non hanno ottenuto l’exploit atteso, ma anzi hanno visto precipitare i loro consensi nella città del Palio. Settemila voti alle politiche (20,95%), nemmeno 2500 due giorni fa (8,56%). Una debàcle sorprendente quanto evidente. Il partito democratico ha tentato di limitare i danni, ma ha comunque perso quasi la metà dei voti ottenuti a febbraio: 6483 contro 11513. Siena è arrabbiata con la classe dirigente democratica, ma evidentemente non abbastanza da optare per un cambiamento radicale.
Dai dati di Toscana ed Emilia Romagna risulta evidente come le aspirazioni grilline escano ridimensionate, e di molto, permettendo al Pd di cantare vittoria anche se, numeri alla mano, anche il partito di Epifani ha perso molti voti.







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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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