Arrestato Nunzio Scarano. Il monsignor è accusato di corruzione e truffa

Clamoroso provvedimento. Mercoledì il Papa aveva istituito la commissione per far luce sulle attività della «Banca di Dio»

Roma - A neppure 48 ore dalla svolta di Papa Francesco chemercoledì 26 ha nominato una commissione di cardinali per raccogliere informazioni sulle reali attività dell'Istituto per le Opere Religiose, arriva una clamorosa svolta nei rapporti tra Stato italiano e Vaticano: un alto prelato, un funzionario dei Servizi segreti ed un broker finanziario sono stati arrestati nell' ambito di un filone di indagine sullo Ior in corso alla Procura della Repubblica di Roma. Sono accusati di corruzione, calunnia e truffa: i reati riguardano la vicenda del rientro di una grossa somma in contanti dalla Svizzera.

Indagini della guardia di finanza - Gli arresti, dopo le indagini svolte dal nucleo valutario della Gdf, sono stati chiesti dalla Procura e confermati dal gip della Capitale, Barbara Callari. Il provvedimento cautelare ha colpito: monsignor Nunzio Scarano, 61 anni, fino a 24 ore prima capo contabile all'Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica) - e da due settimane già  indagato dalla Procura di Salerno per il crack del Pastificio Amato -; un ex funzionario del Servizio segreto interno, Giovanni Maria Zito, sottufficiale dei carabinieri, espulso dall'Aisi tre mesi fa; il broker finanziario Giovanni Carenzio, un italiano che lavora soprattutto all'estero.

Venti milioni da conti elvetici - Monsignor Scarano, ora rinchiuso nel carcere romano di Regina Coeli, si sarebbe accordato con lo 007 e gli avrebbe consegnato 400 mila euro per far rientrare dalla Svizzera 20 milioni di euro liquidi appartenenti ad una famiglia sua amica a bordo di un jet privato; ma l'avvocato Silverio Sica, difensore di monsignor Scarano sostiene «potrebbe essersi trattato di un aereo di Stato». L'inchiesta ruota intorno a questo episodio, ma lo Ior è nel mirino dei magistrati fin dal settembre 2010, quando furono congelati dal tribunale 23 milioni di suoi fondi dopo l'avvio in una indagine con ipotesi di riciclaggio.

Vocazione in eta' adulta - Prima di prendere i voti, nel marzo del 1987, monsignor Nunzio Scarano, è stato impiegato dell'ex Banca d'America e d'Italia. Originario di Salerno, il prelato è incardinato nell'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, ma da tempo vive a Roma, nella Domus Internationalis Paulus VI, in via della Scrofa. A Salerno, monsignor Scarano è sotto inchiesta per il riciclaggio di 560mila euro e mercoledì 27 il Vaticano lo aveva sospeso dal suo incarico di responsabile del servizio di contabilità analitica presso l'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica.

Svolta diplomatica - Gli arresti sembrano confermare il mutamento radicale degli equilibri diplomatici sulla delicata questione della cosiddetta «Banca di Dio», che nel corso degli ultimi trent'anni è stata più volte al centro di inchieste e polemiche, fatti di cronaca e contestate operazioni finanziarie. E che da una parte della Curia romana era stata sempre difesa strenuamente: tanto che la collaborazione con le autorità giudiziarie italiane era considerata un attentato alla sovranità e all'indipendenza vaticane, come ha spiegato Massimo Franco sulle pagine del Corriere della Sera giovedì 27. La Pontificia commissione referente sull'Istituto per le Opere Religiose nominata il 26 giugno è un organismo, presieduto dal cardinale salesiano Renato Farina, che dovrà favorire «una migliore armonizzazione del medesimo con la missione della Chiesa universale e della Sede Apostolica, nel contesto più generale delle riforme che sia opportuno realizzare da parte delle Istituzioni che danno ausilio alla Sede Apostolica».

Informazioni riservate - La Commissione raccoglierà informazioni anche riservate sull'andamento dell'Istituto (nessuno, secondo il documento autografo di Francesco, potrà sottrarsi e non rispondere ai cardinali) e presenterà i risultati al Papa, il quale già a fine aprile aveva dichiarato: «Lo Ior è necessario fino a un certo punto». L'intenzione di Jorge Mario Bergoglio di metter mano alla riorganizzazione della banca era nota da tempo, come aveva anticipato il Corriere della Sera, tra le ipotesi c'era anche quella del commissariamento. Nel suo discorso ai dipendenti dello Ior a fine aprile, il santo padre aveva sottolineato che «la Chiesa non è un'organizzazione burocratica» e che «quando la Chiesa vuol vantarsi della sua quantità e fa delle organizzazioni, e fa uffici, diventa un po' burocratica... la Chiesa perde la sua principale sostanza».











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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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