Festa della Repubblica, prete contro sindaco: «Nel discorso non ha citato i meriti del duce»

Ospedaletto, don Vittorio durante la manifestazione in piazza evoca il Fascismo. E la vicenda poi finisce in Procura

Avellino - Don Camillo e Peppone, in salsa irpina e di “destra”. Mai unire il sacro e profano: lo insegna la vicenda avvenuta ad Ospedaletto d'Alpinolo, in provincia di Avellino, dove il parroco ha rovinato la festa della Repubblica al sindaco. Tra i due c’è stata una lite al termine del corteo congiunto per il 2 giugno e la festa de Corpus Domini e poi la denuncia. Il primo cittadino del comune irpino, Antonio Saggese, ha tenuto un discorso sui valori della festa della Repubblica, il sacerdote don Vittorio Guerrillo ha aggiunto però che il sindaco si era dimenticato nel suo excursus storico di citare il duce. 
Il sindaco offeso ha lasciato la manifestazione pubblica e il comandante della stazione dei carabinieri ha segnalato l'episodio alla procura della Repubblica che potrebbe procedere per il reato di apologia del fascismo. «Mi sono limitato a dire due parole sul venir meno dell'impegno fondamentale sul diritto costituzionale al lavoro - ricorda Saggese - ma ho aggiunto che in passato lo Stato aveva chiesto il sacrificio delle vite ai propri figli, riferendomi al monumento ai caduti davanti al quale parlavo; oggi la crisi richiede gravosi sacrifici, ma non quello della vita». «E’ stato bravo il sindaco che alla fine del suo discorso ha detto “viva l'Italia e viva la Chiesa” - ha poi aggiunto il parroco don Vittorio Guerrillo - ma ha dimenticato i meriti del duce».








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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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