Inchiesta sull'America's Cup Napoli

Al vaglio appunti e mail. De Magistris: «Mai visto tanto zelo»

Titti Beneduce | Napoli – Coppa America, si indaga anche per truffa. Valutano anche questa ipotesi, infatti, i pm che indagano sulle presunte irregolarità nell'aggiudicazione degli appalti per le due edizioni delle World Series America's Cup che si sono svolte a Napoli nel 2012 e nel 2013. Accertamenti sono in corso, in particolare, sui fondi europei erogati per l'organizzazione della manifestazione e sulle somme anticipate alle società americane per i diritti. Nelle more dell'erogazione dei fondi europei, infatti, le somme per i diritti, che per contratto dovevano essere versate prima dell'inizio delle regate, sono state anticipate dai soci privati della società di scopo Acn (America's Cup Naples), cioè l'Unione degli industriali e la Camera di commercio. Al momento dell'erogazione dei fondi europei, questi ultimi due enti dovrebbero rientrare in possesso del denaro anticipato: questa operazione sarebbe tuttavia illegale e si configurerebbe come truffa.

Nelle prossime settimane – Gli uomini del nucleo regionale di polizia tributaria della Guardia di Finanza, coordinati dal colonnello Nicola Altiero, cominceranno l'esame del materiale sequestrato ieri nel corso delle perquisizioni ai sette indagati; le perquisizioni erano state disposte dal procuratore aggiunto Francesco greco e dai pm Graziella Arlomede e Marco Bottino per il reato di turbativa d'asta. Non si dà importanza tanto alle delibere e ai documenti ufficiali, facilmente reperibili anche su internet, ma ai messaggi di posta, agli appunti e a tutti quegli elementi che potrebbero svelare accordi illeciti. Le persone coinvolte nell'inchiesta sono Paolo Graziano, presidente dell'Unione industriali, Attilio Auricchio, capo di gabinetto del sindaco, Antonio Nardone, avvocato e consulente dell'Acn, Giancarlo Ferulano, architetto e responsabile unico della procedura, Mario Hubler, presidente dell'Acn successo a Graziano, Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di commercio, e Claudio de Magistris, fratello del sindaco, collaboratore non retribuito del Comune responsabile dei grandi eventi. Tutti, in note inviate ai media, hanno negato le accuse e si sono detti fiduciosi nell'operato della magistratura; presumibilmente, nei prossimi giorni gli indagati saranno ascoltati dai pm. Ieri anche Luigi de Magistris, in un'intervista a radio Kiss Kiss, è tornato sull'argomento e ha ribadito di avere la «massima fiducia nella magistratura», anche se — ha precisato - «registro inchieste particolari. Non ho mai visto un sindaco indagato per le buche, ma ci sta anche questo. Stanno arrivando i soldi e le riempiamo. Non si era mai visto un sovrintendente che mettesse un vincolo da Garibaldi in poi e ora c'è. Mai visto tanto zelo sulla sicurezza come in questo periodo». Altre novità sulla Coppa America potrebbero poi arrivare dall'altra inchiesta nata dagli esposti inviati in Procura, quella affidata al pm Immacolata Sica, della sezione Reati ambientali coordinata dal procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso. Il procedimento verte sulla scogliera realizzata all'altezza della rotonda Diaz per consentire lo svolgimento delle regate, molto criticata da alcuni. L'inchiesta era stata avviata in seguito all'arrivo di una lettera molto dettagliata, nella quale si sollevavano dubbi sulla compatibilità della struttura con i vincoli cui è sottoposta la zona.













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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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