La proposta. «Reggia controllata da Napoli? Mai» Scontro tra Del Gaudio e ministro Bray

Dopo l'ipotesi di passaggio nella gestione al Polo museale il sindaco insorge: non siamo subalterni a nessuno

di Piero Rosanno | Caserta - L'obiettivo è quello di «definire entro brevissimo tempo uno schema di progetto strategico per il rilancio della Reggia». Tuttavia, le rassicurazioni fornite ieri nel question time a Montecitorio dal ministro per i Beni e le attività culturali, Massimo Bray, creano qualche perplessità. Specie al capitolo delle nuove ipotesi di gestione del complesso momumentale. Rispondendo a due interrogazioni presentate dai deputati campani Antimo Cesaro (Scelta Civica) e Marcello Taglialatela (Fratelli d'Italia), dietro l'idea formulata da quest'ultimo di inserire la Reggia di Caserta all'interno del Polo museale di Napoli, Bray ha svelato che si tratta di «una di quelle proposte che è stata valutata con maggiore interesse» per il fatto che quella Soprintendenza (retta da Fabrizio Vona) — a differenza della Reggia — è dotata di un'autonomia finanziaria. Taglialatela si è detto «soddisfatto» della risposta del ministro. Un po' meno il verde Francesco Emilio Borrelli, per il quale «non è che la Soprintendenza di Napoli funzioni meglio di quella di Caserta».
Ma forti riserve sulla prospettiva si annidano proprio all'interno di Palazzo reale e già da prima delle parole pronunciate dal ministro alla Camera. L'ipotesi è avversata da tempo dai sindacati interni che nei giorni scorsi non avevano nascosto la circostanza di preferire l'entrata sulla scena di una «Soprintendenza speciale», ipotesi evocata dal ministro l'11 giugno. Non solo: anche gli amministratori cittadini, sindaco in testa, esprimono dubbi. 

I dubbi - «Taglialatela è venuto da me nei giorni scorsi per illustrarmi il contenuto della sua interrogazione», ha svelato Pio Del Gaudio. «Il nostro obiettivo è quello di raggiungere l'autonomia finanziaria e l'ho ascoltato. Ma se questa situazione deve portare ad una sorta di subalternità nei confronti dei beni museali di Napoli — ha osservato il sindaco — non se ne parla proprio». Il primo cittadino ha spiegato che per lui «l'ipotesi privilegiata, concordata con il ministro, resta quella di dar vita ad una Soprintendenza speciale» e ha detto di attendersi che Bray lavori nell'interesse del monumento e della città: «Siamo nelle sue mani». Quindi ha concluso affermando che «se l'accorpamento con Napoli è un escamotage per farci avere prima l'autonomia, bene; ma se i soldi della Reggia devono essere mescolati con quelli di Capodimonte, non se ne fa un bel niente». Anche perché, stando ai dati ricordati ieri alla Camera da Bray, non si tratta di cifre trascurabili: nel 2012 la Reggia ha incassato al botteghino 2 milioni 193mila 751 euro.

Il tema in provincia - Poche ore prima del question time sul tema della gestione del monumento era tornato anche il presidente della Provincia, Domenico Zinzi. Per lui il modello da praticare resta la gestione pubblico-privata sull'esempio di Venaria Reale. E a questo proposito ha reso noto che mercoledì prossimo sarà a Caserta il presidente del consorzio torinese, Fabrizio Del Noce. Riguardo l'avvio dei lavori di restauro delle zone interessate dai crolli, Bray ha confermato che «la stipula dell'accordo attuativo con la Regione Campania è prevista nei prossimi giorni». Ha ricordato che ai 22 milioni di euro stanziati per la riqualificazione delle facciate si sono aggiunti «2,6 milioni di fondi ordinari del Mibac» e che «nelle more il ministero ha già predisposto la documentazione preparatoria per l'appalto dei lavori». Al capitolo degli ambulanti, Bray ha alzato bandiera bianca e ricordato che « il personale di vigilanza non riesce con le sole proprie forze a risolverlo, anche per i ripetuti episodi di intimidazione e aggressione» sottolineando come sia in atto un progetto di rafforzamento della presenza di forze dell'ordine attorno e dentro la Reggia.








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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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