Rimodulazione Irpef, il Comune: "Il 78% dei contribuenti pagherà uguale o meno di adesso"

La Giunta presenta la proposta di aliquote: si va da 0,25 a 0,80 ma occhio alla progressività. Sarà discusso in commissione e in consiglio. Il principio di progressività fissa i primi aumenti sensibili (+0,1%) intorno ai 40mila euro di reddito

di Lorenzo Bonini | Lecco - Cinque nuovi scaglioni di reddito con l’applicazione del principio della progressività. Questa la prima proposta di ridisegno di aliquote Irpef presentata oggi dalla Giunta i consiglieri comunali e oggetto di discussione nelle prossime settimane.

    Queste le aliquote:
  • - Fino a 15mila euro, 0,25%
  • - Da 15mila a 28mila, 0,40%
  • - Da 28mila a 55mila, 0,60%
  • - Da 55mila a 75mila, 0,70%
  • - Oltre 75mila, 0,80%
Ciò detto, due fondamentali precisazioni. I dati sopra elencati si riferiscono al calcolo progressivo dell’aliquota Irpef. Il che significa che, innanzitutto, un reddito sotto i 15mila sarebbe totalmente esente dal pagamento dell’imposta. Secondariamente, significherebbe che il primo scatto, per quanto infinitesimale, di aumento rispetto all’attuale quota generale di 0,3% si avrebbe oltre i 22mila euro di reddito, che, con questo schema, pagherebbero appunto un’aliquota media 0,3%.
Chiariamo il principio di calcolo prendendo il caso di un reddito di 35mila euro, che, stando a questo schema pagherebbero un’aliquota dello 0,37 circa (vale a dire una quota di reddito, 15mila, pagata allo 0,25; un’altra quota, di 13mila euro, pagata allo 0,4%; e una terza quota di 7mila euro - cioè da 28mila a 35mila – pagata allo 0,6%: con una media complessiva, appunto, di circa lo 0,37%). Proseguendo il discorso, un reddito di 40mila euro si fisserebbe, invece, su una media di 0,40, mentre uno di 55mila euro a quota 0,45, con un aumento di Irpef dello 0,15% rispetto all’attuale.
"Questa variazione consentirà di aumentare da 2.500 a circa 6.800 i contribuenti che non dovranno più pagare l’addizionale comunale (su un totale di circa 28.000 contribuenti nella città di Lecco) - questa la nota stampa del Comune di Lecco -  Con le nuove aliquote, oltre il 78% dei contribuenti lecchesi (circa 22mila) si troverà nelle condizioni di pagare meno o uguale rispetto agli anni precedenti o comunque un’addizionale solo leggermente superiore (con un aumento pari - al massimo - al corrispettivo di un caffè al mese). I redditi fino a 22.500 euro all’anno pagheranno infatti un’addizionale IRPEF inferiore agli anni precedenti, mentre i redditi fino a 28mila euro all’anno avranno un aumento di meno di 0,5 euro al mese. I redditi fino a 30mila euro vedranno un aumento di 1 euro al mese, mentre l’aumento per quelli fino a 50mila euro sarà di circa 6 euro al mese. I redditi fino a 75mila euro avranno un aumento di circa 13 euro al mese. Rispetto all’IMU l’Assessore Elisa Cortiprecisa che «non sono state adottati provvedimenti perché, a legislazione invariata, è intenzione dell’Amministrazione comunale non procedere con alcuna variazione rispetto all’anno precedente».
"Sulla realtà lecchese una valutazione da una tabella è difficile - commenta il capogruppo consiliare Pdl, Filippo Boscagli - Infatti per 2 redditi da 22.000€, paghi uguale ad oggi, male a parità se una famiglia con 2 figli è monoreddito con 45.000€... Noi attendiamo che ci vengano dati tutti i dati chiesti per un dibattito serio sui costi della vita lecchese, dei servizi che paghiamo e che ci vengono dati, altrimenti ogni modifica a tavolino sarà sempre, a prescindere, iniqua, se non è chiaro quante famiglie monoreddito guadagnano X, quante sono le spese fisse chieste dallo stesso Comune (Tares, IMU, tariffe asili...) che poi ti tassa con l'IRPEF ogni riforma fiscale rischia di essere inadeguata.
Senza pregiudizi ci attendiamo un dibattito serio nella commissione di settimana prossima che affronterà l'argomento disposti ad ammeter cosa c'è di buono, la progressività, come ci si attende la giustificazione reale dei rilevanti aumenti".










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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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