Sara Tommasi, in carcere produttore e organizzatore artistico del film hard " Confessioni private "


In carcere produttore e organizzatore artistico del film hard "Confessioni private". Altre tre persone sono indagate. Secondo l'accusa hanno approfittato dello stato psicologico che stava vivendo la showgirl

Paradiso perduto. L’angelo caduto, in questa storia, è Sara Tommasi, 32 anni, una laurea in Finanza alla Bocconi che però dopo i calendari, le isole dei più o meno famosi, non l’ha aiutata a evitare un baratro: droga, prostituzione, instabilità psichica. Ed è così che la bella naufraga, umbra, ex schedina a ‘Quelli che… il calcio’, che sembra dovesse diventare una delle starlette della TV e magari del cinema oppure diventare parlamentare Pdl, è diventata protagonista di altre storie. Tante e brutte storie.
L’ultima è quella che la vede vittima di violenza sessuale: costretta perché stordita dalla cocaina a girare un film porno: “Confessioni private“. Pellicola ora sequestrata dai carabinieri che per ordine del GIP di Salerno hanno arrestato due uomini, un romano e milanese, considerati produttori e organizzatori artistici dei fotogrammi in cui il corpo di una giovane donna viene violato in continuazione. Entrambi e insieme ad altri tre, che risultano indagati, per il giudice hanno abusato di lei potendo contare sulla confusione che stava vivendo l’attrice. Ed è così l’avrebbero convinta nel settembre del 2012 a girare il film. L’inchiesta era partita proprio dopo la denuncia della ragazza che ai magistrati ha raccontato tutto quello che ricordava di quell’albergo di Buccino (Salerno) dove era stata di fatto stuprata. Per i magistrati Sara era in “evidente inferiorità psichica, derivante sia dalla grave condizione psichica sia dall’alterazione dovuta all’assunzione di cocaina che uno di loro le aveva somministrato a più riprese”.
Ma quello di oggi è solo l’ultimo capitolo di una serie di storie in cui il nome della showgirl è spuntato per entrare di prepotenza nella cronaca giudiziaria. Qualche giorno fa si era parlato di lei perché in un’indagine siciliana – con politici comprati a suon di mazzette, viaggi ed escort – era spuntata una fattura a sua nome. Nessuno ha dimenticato i deliranti SMS e le intercettazioni in cui supplica e insulta l’allora premier Silvio Berlusconi. A caso Ruby esploso da due mesi nel dicembre del 2006 Sara (intercettata nell’ambito di una inchiesta della Procura di Napoli, ndr) invia al presidente del Consiglio diversi SMS. Alcuni gentili, “Amore ti ho mandato un pensiero da Licia (Ronzulli, ndr). Spero che tu capisca questa volta”, altri minacciosi, “Silvio vergognati! Mi hai fatta ammalare… paga i conti dello psicologo”, altri furiosi con quello del 15 gennaio 2011 in cui la soubrette sentenzia: “Spero che crepi con le tue Troie” ma anche “I 10 requisiti per l’ammissione tra le fila dei parlamentari…tu indagato saresti già fuori. Hai capito?”. E poi ancora: “Stai abusando di potere”. Poco dopo la giovane riceve la chiamata della segretaria della clinica “Delle betulle” di Appiano Gentile: “Sara, grazie alla raccomandazione di Berlusconi Paolo, è convocata presso la clinica “Delle Betulle” ad Appiano Gentile, per essere visitata dal dottor Sforza”.
Nello stesso periodo Sara viene intercettata al telefono con il calciatore Mario Balotelli che dice che non vuole più vederla. Ma siamo al 2011 e Sara ha davanti ancora un percorso di sofferenza. Ci sono stati i deliri sui social network (i cui profili sono diventati parzialmente irraggiungibili negli ultimi giorni, ndr), i post con le foto osè, le dichiarazioni sui politici e su presunti fidanzati in Arabia Saudita o Russia. Ci sono stati il pentimento di essere entrata nel giro di Lele Mora e Fabrizio Corona, e poi sembra anche altri video hard, episodi di cronaca in cui lei sempre lei è stata una vittima. Come quella volta che in viaggio con il suo presunto manager per partecipare a uno spettacolo era sparita in una stazione di servizio dell’A1 per poi ricomparire ore dopo in condizioni pietose. Secondo il suo racconto un camionista l’aveva tenuta sul suo tir per alcune ore. Era il luglio dell’anno scorso e nel frattempo sono arrivate altre cure, un’offerta di aiuto da don Mazzi. In qualche caso il paradiso si può anche riconquistare.

Ecco l’audio della conversazione di Sara Tommasi con l’inviato del Fatto Quotidiano Marco Lillo del 9 febbraio 2011


 






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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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