Forconi, accese proteste in tutta Italia

Quarto giorno di mobilitazione del movimento che sta scuotendo il Paese. Alfano alla Camera: ” Elementi di estrema destra nelle manifestazioni “


di Domenico Iodice | Pontelatone – Ebbene, son giunti anche i forconi. A pensarci bene, colpisce soprattutto d'un fatto: che sian giunti soltanto adesso. L’Italia è reduce da una crisi che ormai dura da più di un lustro. Il PIL in quel frangente si è ridotto quasi del 10%, la produzione industriale è scesa di più di 20%, han serrato una miriade di attività, milioni di italiani hanno perso il lavoro, il reddito e soprattutto la speranza. Mentre gli altri paesi del Sud Europa, la Grecia, la Spagna e il Portogallo negli ultimi hanno visto imponenti manifestazioni di piazza, in Italia regnava sovrana d'una quiete surreale e stupefacente. Gli arrabbiati si son sfogati solo nella cabina elettorale: alcuni si son astenuti, altri han donato d'un successo abnorme al Movimento 5 Stelle. Adesso il coperchio è saltato, la rabbia si è condotta nelle agorà italiane. E subito si è cercato di etichettar il novo movimento. Si proferisce di qualunquismo, di poujadismo ( sarebbe quello strano movimento nella Francia di 60 anni fa, capitanato da Pierre Poujade ), addirittur l’estrema destra fascista. Un atteggiamento che sovente occorre più a esorcizzar che a carpire il novo fenomeno germogliato da poco. “ Ah, son qualunquisti, eversivi ”. E dunque dei poveri illusi guidati da capipopolo dalla dubbia fama, incendiari senza arte né parte. Il nuovo movimento non brilla per intellettualismo, contenuti precisi e richieste puntuali. Dentro v’è di tutto: il commerciante sull’orlo del fallimento, l’agricoltore, l’autotrasportatore, il cassintegrato o il ragazzo disoccupato. E magari pur qualche ultrà. Ma v’è una cosa che li unisce tutti, e che si riassume nello slogan onnipresente “ tutti a casa! ”. Questa espressione l'abbiam già letta ed udita nello scenario politico-amministrativo di Pontelatone. Ma proseguiamo, non ci intossichiamo il fegato... È la contrapposizione che crea l’unione, un po’ come ai tempi dei no global che al G8 di Genova nell'anno 2001 gridavano furiosi “ Voi otto, noi sei miliardi! ”. Tutti a casa: la contrapposizione che ci vien proposta oggi dai forconi è pur quella fra casta e popolo. D'un popolo più che amareggiato che canta l’inno nazionale a voce alta, sventolando le bandiere tricolori. D'un movimento che vuol rendere concreto quel “ tutti a casa “ non più con le elezioni ma con i moti di piazza, i blocchi stradali, o con le “ marce su Roma ” ha però d'un elemento eversivo. L’incendio però l’hanno appiccato altri. Le proteste di codesti dì tirano in ballo tanto la politica italiana quanto l’Europa. D'una politica italiana che negli ultimi anni non ha saputo far altro che tirar fuori denaro dalle tasche degli italiani spremendoli come limoni, tagliar i servizi e far lievitar i tributi ( come poi accade a Pontelatone ), ma che ha dimostrato capacità che si accostano allo zero nel campo delle riforme. E soprattutto non è riuscita a ridurre i costi della politica, rafforzando l’immagine della casta. Pensiam invece ai boxer di sfumatura kiwi di Roberto Cota, pagati quaranta euro con i soldi di quei contribuenti che a loro volta si trovano in mutande. Che vergogna...! E poi v’è quell’Europa, guidata dalla cancelliera Merkel, un’Europa che punta a rafforzarsi imponendo programmi di austerity ai paesi del Sud: un’Europa che invece rischia seriamente di disgregarsi, imponendo ad un costo troppo elevato a milioni di cittadini. Sarà pur vero che i forconi non offrono soluzioni, se non quelle illusorie: cacciamoli tutti, andiamocene dall’Europa. Ma è altrettanto vero che le soluzioni vanno offerte, e presto. Servono risposte dall’Europa, ma pur dalla politica italiana. E non ci riferiamo a soluzioni come quelle proposte dalla destra, dalla Lega, dai Fratelli d’Italia, da Forza Italia, partiti che in passato hanno avuto grandi colpe e or adoperano il mantice soffiando sul fuoco. Giorgia Meloni tuona contro il Porcellum, votato proprio dai suoi compagni di partito, e benedice le proteste contro la classe politica. Matteo Salvini chiede ai forconi di entrar in parlamento, Daniela Santanché si sente “ vicina ” a chi protesta. Codesti esempi clamorosi son la sintesi dell’eterna irresponsabilità di buona parte della classe politica italiana. Codesta gente non si assume neppur la responsabilità dei loro anni di governo, ma si concedono d'una nova verginità per protestar contro il loro stesso “ palazzo ”. Oggi urge un atto di responsabilità. Abbiam avuto troppi “ governi del fare ”. È tempo che facciano davvero qualcosa. Comincino da se stessi, se vogliono recuperar la fiducia dei cittadini. Per troppo tempo anche tanti, troppi rappresentanti del PD hanno definito “ populista ” qualsiasi discorso sui costi della politica. Invece proprio in quel campo ci vuol d'una svolta coraggiosa. D'una nova legge elettorale subito, l’abolizione delle province, la cancellazione del senato: sarebbero primi segnali per reagir a quella sfiducia. I forconi son solo la punta dell’iceberg.









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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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