Aziende agricole sempre più grandi, diminuisce il numero delle aziende e degli agricoltori

di Domenico Iodice | Pontelatone

Come sarà l'agricoltura europea tra dieci anni? Secondo la Commissione europea il reddito reale sarà superiore del 46,8% con una diminuzione degli addetti del 42,3% nel 2023


Indagine Coldiretti – " La maggioranza delle aziende agricole vede un peggioramento del proprio reddito ma la crisi picchia duro soprattutto sulle aziende agricole di medie e grandi dimensioni che producono merci indifferenziate ". E' quanto emerge da un'indagine della Coldiretti che conferma le previsioni dal presidente della Piccola industria di Confindustria, Giuseppe Morandini sul rischio di chiusura di un milione di piccole medie imprese nei prossimi mesi. " La crisi amplifica le distorsioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola accrescendo – sottolinea la Coldiretti – il potere degli intermediari a danno delle imprese agricole che accusano una pesante perdita di reddito nonostante una sostanziale tenuta dei consumi alimentari ". Secondo l'indagine Coldiretti su un campione di aziende agricole le performance del settore agricolo peggiorano a causa delle caratteristiche strutturali della filiera agricola e del potere di mercato degli intermediari commerciali, che determinano una trasmissione asimmetrica delle variazioni dei prezzi, sia a valle che a monte dell'azienda agricola. " In pratica, cio' determina – precisa la Coldiretti – un peggioramento notevole dei redditi agricoli attesi per effetto di un peggioramento della ragione di scambio della fase di produzione agricola, di un aumento dei margini distributivi e di un'amplificazione delle fluttuazione dei prezzi all'azienda. Per rispondere alla crisi la Coldiretti e' impegnata nel progetto una filiera agricola tutta italiana per combattere le distorsioni e le speculazione dal campo alla tavola con il coinvolgimento delle imprese agricole, dei mercati degli agricoltori, delle cooperative e dei Consorzi Agrari che hanno recentemente varato l'holding Consorzi Agrari d'Italia.

Studio Commissione Europea – Secondo uno studio commissionato dalla Commissione europea sullo stato dell'agricoltura nel 2023, il settore primario, tra dieci anni, subirà un importante riassetto. Nell'anno 2023 il reddito reale degli agricoltori sarà superiore del 46,8% rispetto al periodo 2003/2007 ma, nel giro di dieci anni, gli addetti del settore agricolo diminuiranno del 42,3%.
In Europa si coltiverà anche di più e la produzione è destinata a salire ma più per un aumento del mercato dei biocarburanti che per l'incremento della domanda di alimenti e mangimi. Nel complesso il mercato entro il 2023 dovrebbe assorbire 316 milioni di tonnellate di derrate agricole. I consumi di cereali rimarranno complessivamente stabili, con un aumento delle quote del granoturco e del frumento tenero rispettivamente al 18% e al 41% del totale. L'incremento della domanda di riso sarà soddisfatto da un aumento delle importazioni, con l'autosufficienza della produzione UE che si attesterà al 64%. Nel prossimo decennio, secondo le stime della Commissione, la produzione di carne bovina diminuirà del 7% rispetto al 2012, arrivando a 7,6 milioni di tonnellate nel 2023. Incremento del 2,8%, invece, per la carne suina, a 23,4 milioni di tonnellate, mentre la produzione di pollame registrerà un aumento annuo dello 0,8% fino a 13,6 milioni di tonnellate. Le consegne di latte, in costante ma lento aumento, dovrebbero toccare i 150 milioni di tonnellate a fine periodo. La produzione di formaggio raggiungerà i 10,7 milioni di tonnellate nel 2023, con le esportazioni pari a 1 milione. Nel decennio i prodotti freschi registreranno un incremento del 3% sul 2012.









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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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