Mentre il cittadino comune deve aver coraggio, i governanti dell'Italia acquistano altre auto blu. Ma perchè?

di Domenico Iodice | Pontelatone

Se la cosa non fosse così drammatica, verrebbe quasi da ridere: dopo tutte le promesse le buone intenzioni di dar, finalmente, qualche sforbiciata, tutto come prima, anzi peggio. Letta, nel merito della scarcerazione di 7.000 detenuti, ha rasserenata la popolazione, proferendoci che non incorriamo in nessun pericolo e nello stesso tempo hanno indetto tramite d'una S.p.A. controllata dal Ministero dell’Economia e Finanze ( Consip ) d'un bando di gara per acquistar, udite udite, ben 210 auto blu blindate. V’è qualcosa che non quadra, noi dobbiamo stare tranquilli mentre doniamo altre autovetture, magari per condursi a fare la spesa all’Ikea oppur per mandar a prendere i biglietti di quel derby irrinunciabile.


E si che di automobili con tanto di lampeggiante vi son i parcheggi gremiti: 1663 in dotazione allo Stato centrale, 1290 per i Ministeri, 4557 a disposizione delle Amministrazioni regionali, provinciali, locali ( Dati Min. p.a. ). Evidentemente, non bastavano, ed ecco germoglia il nuovo bando gara, frazionato in due lotti: il primo da 150 autovetture, base d’asta 18 milioni di euro per delle berline tre volumi, il secondo per le restanti 60, trazione integrale a cinque porte per una base d’asta di 7 milioni e 200 mila euro. Il nostro pensiero ( e solo in questa occasione ) va a Papa Francesco, al coraggio alla semplicità alla sua filosofia di vita che l’ha indotto a rifiutar mezzi blindati che pongono un ostacolo invalicabile tra lui e gli altri, ha rifiutato gli ampi saloni ovattati del Vaticano, per condursi a vivere in quello che definisce " convitto ", due sale minuscole di pochi metri quadri e a far la fila col vassoio in mano all’ora di cena.


Il suo messaggio non è stato di buon esempio ai nostri politici che, continuando a sperperar i quattrini degli italiani, son giunti a costarci 757,00 euro all’anno per un totale di  23,2 miliardi di euro. Questo spendiamo per d'un esercito composto da 144.000 tra eletti e nominati, 24.000 dei Consigli di Amministrazioni delle società pubbliche, 39.000 di supporto agli uffici pubblici, 324.00 tra impiegati collaboratori,  45.000 addetti agli organi di controllo. Pensate bastino? In maniera più categorica, no. Poi vi son i tecnici, i saggi, i consulenti ed esperti di ogni genere, d'una estesa massa da oltre un milione di individui che vivono grazie ( a noi ) alla politica. Nell'anno 2012 la spesa pubblica è stata pari a 802 miliardi, dei quali ben 86 spesi per pagar gli interessi sul debito pubblico, 14 miliardi in piu’ rispetto all'anno 2011.



Somme impressionanti che avrebbero indotto qualsiasi governo nel prendere le forbici e tagliare di molto l'enorme volume: dagli Enti inutili, il taglio di una tra Senato e Camera e tutto il loro " contenuto ", le province, quelle costose auto blu che invece di vendere per fare cassa continuiamo ad acquistarne nuove, gli F35 che proprio non riusciamo nel cogliere a cosa possano servirci. Vi sono gli " affitti d'oro " ( oggetto di diatriba in questi giorni e che hanno inserito nel decreto cosiddetto Milleproroghe ) di 10.108 immobili oltre 47.000 mq per oltre un miliardo di spesa all'anno. Questa è l’Italia, tutto ed il contrario. V’è chi dorme sui cartoni, sul gelido marmo di porticati spazzati dal vento e chi dimora in un Palazzo che  si estende su d'una superficie di 110.500 mq ed ha migliaia di dipendenti. Noi non dobbiamo aver paura, mentre loro si blindano, e fanno bene si. 







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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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