Maltempo: serve una vera politica di difesa del territorio. Con il presidio degli agricoltori

di Domenico Iodice

Agricoltura, CIA: “ Il maltempo ha distrutto decine e decine di milioni di produzione agricola “


Quest'anno e non solo, l’agricoltura è stata flagellata dal maltempo. Nelle campagne colpite dai nubifragi si contano danni per decine di milioni di euro, tra frane e smottamenti che hanno asportato grandi quantità di terreno e compromesso reti idrauliche ed elettriche, allagamenti estesi di campi, stalle e magazzini e in alcuni casi l’annegamento dei capi di bestiame. Eppur proprio la campagna, se non fosse stata “ consumata ” negli anni dalla cementificazione selvaggia, avrebbe potuto evitare in parte questi disastri. Lo afferma la CIA ( Confederazione Italiana Agricoltori ).
La vera falla che porta l’Italia oggi a una continua “ emergenza ” è la totale assenza di una politica di difesa e conservazione del suolo. Soprattutto nelle aree marginali di collina e di montagna. E invece - sostiene la CIA - poco si è fatto in questi anni per tutelare il territorio ed evitare l’abbandono da parte degli agricoltori, la cui opera di presidio e di manutenzione in certe zone è fondamentale.
I terreni coltivati, infatti, insieme a quelli boschivi, giocano un ruolo essenziale per stabilizzare e consolidare i versanti e per trattenere le sponde dei fiumi, grazie anche alla loro elevata capacità di assorbimento, aiutando a scongiurare frane e cedimenti del terreno - sottolinea la CIA -. Purtroppo però la cementificazione continua e non regolamentata non solo ha cancellato negli ultimi vent’anni oltre due milioni di ettari di terreno agricolo, ma spesso questo processo non è neppure stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque. Per questo ora non si può più attendere - osserva la CIA -. Al Paese servono nuove e adeguate politiche di prevenzione del territorio, a cui affiancare una puntuale azione di vigilanza e controllo delle situazioni a rischio che deve coinvolgere necessariamente gli agricoltori. D’altra parte, oggi il rischio idrogeologico in Italia coinvolge il 10% circa della superficie nazionale e riguarda 6.633 Comuni. Vuol dire che oggi quasi un cittadino su dieci si trova in aree esposte al pericolo di alluvioni e valanghe.







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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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