Prossimo governo Renzi: il totoministri impazza

di Domenico Iodice

Oggi Letta si dimette. Il sindaco di Firenze pronto all'incarico. Intanto il totoministri impazza. Con nomi a sorpresa



Il nuovo governo di Matteo Renzi è l’argomento che apre tutti i giornali di oggi dopo la direzione del Partito Democratico che ha sfiduciato di fatto l’esecutivo di Enrico Letta. Un’infografica di Centimetri su Matteo Renzi ed Enrico Letta:


IL NUOVO GOVERNO DI MATTEO RENZI PREMIER  I nomi che circolano, e li conta il Corriere della Sera, sono una cinquantina. Ma i ministri saranno soltanto dodici, in omaggio alla legge Bassanini che finora ogni esecutivo ha di fatto violato. La prima discussione delicata però riguarderà una carica diversa: quella del vice. Per la quale Renzi potrebbe alla fine confermare Angelino Alfano in nome dell’alleanza con Ncd. Come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ruolo chiave per l’amministrazione ordinaria della presidenza del consiglio, i nomi sono due: il suo vice storico Lorenzo Guerini e Graziano Delrio, che però potrebbe rimanere, come preferisce, ministro. Poi ci sono le poltrone:

La poltrona che scotta di più è quella dell’Economia. Fabrizio Saccomani, tra i più criticati dei ministri di Letta, dovrà sicuramente fare le valigie. Al suo posto potrebbe arrivare Lucrezia Reichlin, candidata vicegovernatrice alla Bank of England. Ma i pretendenti sono molti: ci sono anche Tito Boeri, Pier Carlo Padoan e Fabrizio Barca. Ma anche Lorenzo Bini Smaghi, presidente di Palazzo Strozzi a Firenze.

Altro ministero chiave, il Lavoro:

Qui si contendono la poltrona due personalità molto diverse: l’ex segretario pd e Cgil Guglielmo Epifani e la giovane Marianna Madia, lanciata in Parlamento anni fa da Walter Veltroni (con un terzo incomodo, lo stesso Barca). Alla Giustizia si parla con insistenza del centrista Michele Vietti, ma è spuntato anche il nome del presidente emerito della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick. Praticamente certa nella squadra la giovane Maria Elena Boschi: per lei si parla delle Riforme ma non è escluso che nel risiko delle poltrone finisca poi per essere destinata alla Cultura (dove sono in lizza anche Gianni Cuperlo e Matteo Orfini) o ai Rapporti con il Parlamento (che potrebbe però rimanere a Dario Franceschini o passare a Roberto Giachetti).

Vincenzo De Luca e Michele Emiliano sono invece in corsa per il ministero delle Infrastrutture. Andrea Guerra e Vittorio Colao, da Luxottica e Vodafone, potrebbero essere i nomi tecnici chiamati a dare un apporto politico. Infine, ci sono i vip:

Nella squadra degli uscenti dovrebbero essere riconfermati il ministro degli Esteri Emma Bonino, il collega all’Ambiente Andrea Orlando e la Ncd Beatrice Lorenzin. Tra i nomi noti, circolano da giorni quelli di due personalità di campi diversi: lo scrittore Alessandro Baricco e l’imprenditore e fondatore di Eataly Oscar Farinetti. Tra i volti noti di cui si vocifera, ci sono Arturo Parisi, alla Difesa e Bruno Tabacci, uno dei leader del Centro democratico. Tra i papabili, anche un esponente di Sinistra e Libertà: il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. E tra chi ci spera c’è anche il toscano Riccardo Nencini, leader dei socialisti, che appoggiò Renzi alle primarie di Firenze.

I 15 MINISTERI DI RENZI – Secondo Repubblica invece i ministeri saranno 15, e non dodici. E Maria Chiara Carrozza, bersaniana, sarà rottamata:


Cambio alla Pubblica Istruzione: al posto di Maria Chiara Carrozza, ex rettore della Scuola Superiore Sant’Anna, pisana, prestata alla politica, dovrebbe andare il segretario di Scelta civica, Stefania Giannini, anche lei ex docente. Sono sempre i ministeri economici i più delicati. Lo Sviluppo economico – che Letta aveva affidato al bersaniano Flavio Zanonato – sarà guidato da Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica, e renziano della prima ora. Il Lavoro è l’altro dicastero centrale per l’impronta che Renzi vuole imprimere al suo governo. Tito Boeri è il nome che il leader dem sta facendo circolare, mentre in calo sono le quotazioni di Guglielmo Epifani. L’ex segretario del Pd dovrebbe entrare nel nuovo governo. Ma Fabrizio Barca è il nome che la sinistra del partito sponsorizza nel ministero che è stato finora di Enrico Giovannini. Piacerebbe molto anche a Sel. Ma i rapporti con Vendola sono praticamente chiusi, e difficilmente Sel si spaccherà davanti al bivio di un esecutivo con Alfano.

Infine, c’è l’ipotesi Vietti al posto della Cancellieri:

Ma i ministri di Ncd si ridurrebbero a tre: oltre al Alfano, Beatrice Lorenzin (che resterebbe alla Sanità) e Maurizio Lupi oggi ministro dei Trasporti. Alfano potrebbe rinunciare al ruolo di vice premier e rimanere però all’Interno. Il Viminale è un dicastero pesante. Il segretario vedrebbe bene Dario Franceschini, ministro attuale per i Rapporti con il Parlamento, che però potrebbe andare anche alla Cultura. Quasi certa è la destinazione di Graziano Delrio. Il responsabile degli Affari regionali, ex sindaco di Reggio Emilia, sarà sottosegretario alla presidenza del Consiglio. È il ruolo di braccio destro del premier: Berlusconi lo riservò a Gianni Letta. Ancora aperta è la partita per la successione a Anna Maria Cancellieri. Il Guardasigilli uscente non è stata sfiduciata per un pelo, il segretario dem ne voleva le dimissioni. Potrebbe essere Michele Vietti, il vice presidente del Csm in scadenza, il nuovo ministro di via Arenula.

IL MANUALE CENCELLI 
– La Stampa invece fa ricicciare la metafora del manuale Cencelli per puntare anch’essa alle 12 poltrone come il Corriere:

Si dà per probabile riconfermato Andrea Orlando all’Ambiente – difficile dimenticare il viaggio del ministro assieme a Renzi nella Terra dei Fuochi. Dario Franceschini è in bilico. Ci sono diverse altre caselle da sistemare. Graziano Delrio è la sola certezza: sarà sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. C’è laDifesa.Difficile che possa restare al piccolo gruppo degli Udc-Popolari. Al posto di Mario Mauro potrebbe andare Federica Mogherini o Roberta Pinotti, entrambe del Pd, entrambe in buoni rapporti con gli interlocutori internazionali giusti.

Per la Giustizia anche La Stampa punta su Vietti. Mentre il gioco degli incastri richiederà del tempo:

Quanto all’Interno, entra in gioco il rapporto con Ncd. Alfano chiede la conferma per lui all’Interno, per Beatrice Lorenzin alla Salute e per Maurizio Lupi alle Infrastrutture. Con buona pace delle ambizioni di Michele Emiliano, sindaco di Bari. Scelta civica presenta una rosa di nomi: Irene Tinagli, Pietro Ichino, Andrea Romano, Stefania Giannini. Si vedrà il gioco degli incastri.









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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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