Alto Casertano, si rompe tubo dell'acquedotto: molti paesi restano a secco

di Domenico Iodice

Gravi disservizi registrati nell'area del Matese. L'Asl: " Ma non c'è nessun rischio per la salute "



CASERTA – Migliaia di cittadini senza acqua nell'Alto casertano per una settimana, tutta colpa di una frana e delle condotte in cemento-amianto sulle quali, in caso di guasto, i tempi dell'intervento si dilatano enormemente. Eppure i sindaci della zona da anni chiedono la sostituzione di quella condotta dell'acquedotto che, fra le altre cose, rappresenterebbe anche un pericolo per la salute umana. Sono oltre 22.000 i cittadini (nella zona compresa fra le catena montuosa del Monte Maggiore e il massiccio del Matese) che ogni giorno bevono e usano acqua potenzialmente contaminata da amianto; sono residenti nei comuni di Alife, Sant'Angelo d'Alife, Raviscanina, Ailano, Alvignano, Dragoni, Baia e Latina, Liberi, Castel di Sasso e Piana di Monte Verna. Proprio una inchiesta del Corriere del Mezzogiorno - dello scorso novembre - sugli acquedotti pubblici all'amianto evidenziò che esistono oltre 112 di chilometri le condotte realizzate con quel tipo di tubazione. È certificato all'interno del piano (pagina 136) redatto dallo stesso Ambito.

LE FRATTURE – Nelle zone a rischio sismico e in quelle a rischio idrogeologico le condotte in amianto possono subire fratture che possono favorire una maggiore diffusione delle fibre di amianto nell'acqua potabile di decine di comuni. La diffusione dell'amianto nell'acqua potabile avviene attraverso diverse modalità; il caso più comune di contaminazione, secondo Vito Totire, medico dell'Aea (Associazione Esposti Amianto) è quello dovuto alla corrosione delle tubature che, attraverso lo scorrimento dell'acqua, determina il trasporto delle fibre di amianto fino alle nostre case, dove possono essere ingerite o inalate dal consumatore. In Australia, ad esempio, è stato compiuto un esperimento rilevante sulla contaminazione domestica. Tuttavia l'Asl, in una nota di risposta alla richiesta del sindaco di Baia e Latina - Michele Santoro - certifica che: «...Non esiste alcuna prova seria che l'ingestione di amianto sia pericolosa per la salute, non è stato ritenuto utile, pertanto, stabilire un valore guida fondate su delle considerazioni di natura sanitaria, per la presenza di queste sostanze nell'acqua potabile...». 







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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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