Cassano allo Ionio, don Lazzaro Longobardi sembra essere stato ucciso per una manciata di euro

di Domenico Iodice

Ucciso forse per una manciata di euro don Lazzaro

Cassano allo Ionio – Si chiama Nelus Dudu, 26 anni, il romeno fermato all'alba dai carabinieri per l'uccisione di don Lazzaro Longobardi, il sacerdote massacrato a colpi di spranga a Sibari nella serata di domenica. Denunciati per favoreggiamento anche altri due romeni, che avrebbero tentato di fornire un alibi al fermato. Dudu avrebbe agito per vendicarsi di don Lazzaro, che lo accusava di essersi appropriato di grosse somme di denaro. Gli inquirenti hanno escluso qualunque tipo di amicizia stretta tra i due. Gli inquirenti sospettano che il giovane fosse stato rimproverato per l'ennesimo furto di denaro, dopo che gia' in passato erano spariti circa 5.000,00 euro dalle casse della parrocchia. Don Lazzaro aveva dato un passaggio a Dudu e lui si sarebbe impossessato di venti euro, che erano nella macchina del sacerdote e costituivano le offerte dei fedeli alla messa domenicale. La sera, secondo gli inquirenti, il giovane sarebbe tornato per chiarire la sua posizione con il prete. Ma lo avrebbe poi assalito alle spalle, brandendo una sbarra della recinzione del cortile e colpendolo almeno tre volte con violenza. Nel corso dell'aggressione si era macchiato di sangue i vestiti, ritrovati poi dai militari, che adesso sono all'esame degli specialisti del Ris di Messina, cosi' come la presunta arma del delitto. Il giovane non ha confessato e avrebbe fornito giustificazioni non concordanti con quelle dei due romeni che avrebbero tentato di fornirgli un alibi. Ma a Cassano Ionio, in questi giorni, ci sono anche i militari del Ros. Il colonnello Giuseppe Brancati, comandante provinciale dei carabinieri di Cosenza, non ha nascosto di averne utilizzato mezzi e competenze arrivando a smascherare, tramite l'analisi dei tabulati telefonici, i movimenti del fermato. Che e' stato interrogato per tutta la notte. I militari lo descrivono come un giovane che la mattina chiede i soldi per le sigarette e la sera viene trovato con 400,00 euro in tasca. Una persona che, nonostante non lavori, ha vestiti e scarpe firmate. Don Lazzaro conosceva bene il giovane fermato, ma non abbiamo trovato alcuna evidenza di presunti rapporti particolari tra i due ", ha spiegato Brancati nel corso della conferenza stampa che si e' tenuta a Cosenza. " Don Lazzaro era stimatissimo da tutti, molto disponibile e che si dava da fare per tutti coloro i quali si trovavano in difficolta', ce lo hanno confermato gli abitanti e i fedeli. E aiutava tutti - ha detto ancora Brancati - anche chi poi tradiva la sua fiducia, infatti non ha mai voluto denunciare alcuni fatti accaduti ".
Il giovane fermato, giunto in Italia come stagionale, non lavorava da tempo. Nella giornata di domenica aveva litigato aspramente con un connazionale, alla presenza di don Lazzaro. Il sacerdote aveva tentato di dividerli e aveva poi accompagnato al pronto soccorso di Castrovillari il giovane ferito, mentre Dudu si allontanava imprecando. Situazione riferita da un altro straniero, sentito dai carabinieri, che ha fornito particolari su dove ritrovare la bicicletta di Dudu, che aveva il sellino macchiato di sangue malamente lavato. Gli inquirenti sospettano che il giovane fosse stato rimproverato per l'ennesimo furto di denaro, dopo che gia' in passato erano spariti circa 5.000,00 euro dalle casse della parrocchia. Don Lazzaro aveva dato un passaggio a Dudu e lui si sarebbe impossessato di venti euro, che erano nella macchina del sacerdote e costituivano le offerte dei fedeli alla messa domenicale. La sera, secondo gli inquirenti, il giovane sarebbe tornato per chiarire la sua posizione con il prete. Ma lo avrebbe poi assalito alle spalle, brandendo una sbarra della recinzione del cortile e colpendolo almeno tre volte con violenza. Nel corso dell'aggressione si era macchiato di sangue i vestiti, ritrovati poi dai militari, che adesso sono all'esame degli specialisti del Ris di Messina, cosi' come la presunta arma del delitto.







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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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