Forse la 'terra dei fuochi' non esiste, o se esiste ne e' stata individuata ben poca: appena il 2% delle aree mappate in 57 Comuni campani e' ritenuto sospetto

di Domenico Iodice



Contrordine: forse la 'terra dei fuochi' non esiste, o se esiste ne e' stata individuata ben poca: appena il 2% delle aree mappate in 57 comuni campani e' ritenuto sospetto. Sono 21,5 km quadrati, di cui 9,2 destinati all'agricoltura, su un totale di 1076 km quadrati. Sono stati individuati 51 siti per i quali risulta necessario che siano proposte in via prioritaria misure di salvaguardia per garantire al sicurezza della produzione agroalimentare, per un totale di 64 ettari di suolo agricolo.
I dati, per certi versi clamorosi e inattesi nel sentire comune, sono stati diffusi oggi pomeriggio nel corso di una conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi dai ministri delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, della Salute, Beatrice Lorenzin, e dell'Ambiente, GianLuca Galetti, e il governatore campano Stefano Caldoro, che illustrava i risultati delle indagini tecniche per la mappatura dei terreni destinati all'agricoltura nella regione Campania. I dati diffusi sono riferiti al novembre scorso e le aree ritenute sospette sono state classificate in base a tipologie differenti: solo rifiuti superficiali, con 362 casi accertati; solo scavi e movimenti terra, con 281 eventi; sequenza di scavi/movimenti terra e ricoprimenti, con 158 eventi; sequenza di scavi / movimenti terra e ricoprimenti con rifiuti superficiali, con 686 eventi; sequenza di scavi / movimenti terra e ricoprimenti con rifiuti superficiali e incendi, con 94 eventi; cambio anomalo di uso del suolo, con 40 eventi. Totale casi: 1622, ovvero 9,2 km quadrati di aree agricole e 12,3 invece di aree non agricole.
Per arrivare alla mappatura definita si e' ricorsi a una definizione dell'indice di rischio. Il modello scientifico sulla base delle informazioni raccolte ed integrate, contiene la classificazione di classi di vulnerabilita' dei suoli relativamente alla qualita' delle produzioni agricole: classe A, ovvero terreno idoneo alla produzione agricola; classe B, terreno per il quale c'e' limitazione a determinate produzioni agroalimentari in determinate condizioni; classe C, ovvero terreno considerato idoneo ad altre produzioni di tipo non alimentare, e infine la classe D, riservata a terreni per i quali c'e' divieto di produzioni agricole.
I comuni coinvolti sono suddivisi tra la provincia di Napoli (33) e di Caserta (24), capoluoghi compresi. I dati sono frutto dell'attivita' di un gruppo di lavoro composto da enti quali l'Agea, Cra, Arpa Campania, Istituto superiore di sanita', Ispra, Izsme, Izsam, Regione Campania, Universita' di Napoli. Altri elementi sono stati forniti da enti non partecipanti al gruppo di lavoro: commissario di governo delegato, per i siti dove sono stati riscontrati superamenti di alcuni limiti; Corpo forestale dello Stato, con le segnalazioni su discariche rilevate; comando dei carabinieri per la tutela ambientale, con segnalazioni di violazioni fornite dai nuclei operativi ecologici di Napoli e Caserta e del Nas di Napoli; procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli, con segnalazioni su siti interessati da smaltimento illegale di rifiuti; Guardia di finanza, comando regionale di Napoli e ROAN, per i siti interessati da sversamenti e smaltimenti abusivi; ministero dell'Ambiente, con i dati preliminari del progetto MIAPI, sulle misure dello spettrometro e del magnetometro per il rilievo dei metalli e radioattivita' del sottosuolo.
In conferenza stampa e' stato sottolineato che adesso esiste un metodo e un gruppo di lavoro che potra' replicare questa metodologia di ricerca e indagine su qualsiasi area, oltre che procedere agli ulteriori approfondimenti nell'area prioritaria. Una novita' e' senz'altro la banda dati centrale, accessibile facilmente con interfaccia grafica, di tutti gli elementi riferiti al territorio interessato. Ed e' stato anche definito un modello scientifico condiviso fra gli enti coinvolti. Adesso l'iter prevede che entro 90 giorni verranno effettuate indagini dirette ad indicare i terreni in base alla classificazione 'no food', e quindi interdetti da produzione alimentare; terreni destinati solo a colture diverse dalla produzione agroalimentare in considerazione delle capacita' fitodepurative; terreni destinati solo a determinate produzioni agroalimentari. Le indagini dovranno essere svolte partendo dai terreni qualificati nella classe di rischio 5 fino alla classe 2.
E' stato sottolineato che nelle more dell'esecuzione delle indagini dirette c'e' divieto immediato di immissione sul mercato ai consumatori dei prodotti ortofrutticoli dei terreni classificati a rischio (quelli con classi di rischio 3, 4 e 5). E che l'immissione sul mercato delle singole colture e' consentita a patto del rispetto di una dele seguenti condizioni: che le colture siano state gia' oggetto di controlli ufficiali con esito favorevole negli ultimi 12 mesi; che siano state effettuate indagini, su richiesta e con spese a carico dell'operatore, dall'autorita' competente con esito analitico favorevole. Il ministro delle Politiche agricole, Martina, ha detto che e' stato condotto un "lavoro di equipe dei soggetti ed enti che spalla a spalla ha lavorato e ha consentito di entrare nel merito, individuando i siti interessati da sversamento e smaltimento abusivo sul territorio di 57 comuni campani". Il titolare dell'Ambiente, Galletti, ha parlato di "lavoro difficile, di progetto complesso dal punto di vista tecnico. Stiamo lavorando per dare alla Campania prospettive certe, la classificazione dei terreni ci consente di fare lavori con maggiore celerita'.
Garantire la salute dei citadini, garantire la possibilita' di impresa, restituire in tempio brevi all'economia di un'importante regione una parte produttiva importante". Il titolare della Salute, Lorenzin, ha ribadito ancora una volta che c'e' divieto da subito operativo di immissione sul mercato dei prodotti ortofrutticoli dei terreni classificati a rischio. Il governatore campano, Caldoro, ha detto che ora "si passa dall'emotivita' ala razionalita'", affrontando l'emergenza. Al termine della conferenza stampa i tre ministri Lorenzin, Martina e Galletti hanno firmato il decreto che dispone i controlli necessari.










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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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