Il primo ministro Matteo Renzi: "O facciamo le riforme o non ha senso che gente come me sia al governo"

di Domenico Iodice

Il premier torna a porre l'aut aut nel giorno della presentazione in Cdm del ddl costituzionale per l'abolizione del Senato. Ieri la polemica con il presidente Grasso 


ROMA - "O facciamo le riforme o non ha senso che gente come me sia al governo". Matteo Renzi spinge sulle riforme nel giorno in cui il Consiglio dei ministri è convocato per la presentazione del ddl costituzionale che conterrà l'abolizione del Senato e la riforma del titolo V. 
Intervenendo a Rtl 102.5, il presidente del Consiglio si è soffermato sul sistema della seconda Camera, oggetto di polemica ieri con il presidente del Senato Pietro Grasso dopo la sua intervista a Repubblica in cui poneva paletti alla riforma chiedendo un Senato di eletti. Il premier ha anche spiegato: "Io penso che quelli che si alzano la mattina per andare a lavorare non ce l'hanno con la politica, ma vorrebbero una politica diversa che avesse il coraggio di fare le cose che servono alla gente, e non quelle che servono alla Casta. Gli italiani in questi venti anni hanno fatto un sacco di sacrifici, ma hanno visto crescere il debito perché quei sacrifici non venivano fatti dai politici di Roma". 
Renzi torna poi a minacciare l'aut aut sulla tenuta del governo e come già fatto in passato lega il proprio destino politico alla trasformazione dell'assetto istituzionale: "Non ci sto a fare le riforme a metà, non sto a Roma perché mi sono innamorato dei palazzi: se la classe politica dice che non bisogna cambiare, faranno a meno di me e magari saranno anche più contenti".
Nella sua intervista radiofonica il premier polemizza anche con Beppe Grillo. "Sono sicuro - dice - che molti elettori del Movimento 5 Stelle vorrebbero che Grillo votasse con noi la riforma del Senato. Ma Grillo ha più interesse a lasciare le cose come stanno. Ma se facciamo le riforme che gli italiani chiedono da 20 anni, anche i populisti indietreggiano".
Sul tema della riforma del Senato replica oggi al presidente Grasso anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano. "Per noi anche le elezioni di secondo grado non sono un tabù - afferma in un'intervista a Repubblica il leader del Ncd - In Consiglio su questo non faremo su questo una battaglia ideologica, nel corso del dibattito al Senato ci saranno tutti gli affinamenti necessari. E' evidente che, per la filosofia stessa delle quattro letture, il testo non è blindato, non è evangelico, quindi si presta all'approfondimento quando approderà in aula. Intanto oggi occorrerà consegnarlo alle Camere, appunto, approvandolo e all'unanimità. Noi non saremo sponda di alcun conservatorismo". 







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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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