Pompei, un'autentica vergogna: scompare un affresco di inestimabile valore. Come può verificarsi tutto questo?

di Susy Malafronte

Pompei, choc continuo: non più solo crolli, adesso sparisce anche un affresco



Pompei – Il famoso rosso pompeiano si tinge di giallo: scomparso l’affresco della dea "Artemide" dalla domus di "Nettuno". Scattano le indagini per ritrovare lo stucco affrescato dall’inestimabile valore. La scoperta della scomparsa, fatta da uno degli addetti alla sorveglianza del sito archeologico, risale ad una settimana fa.

Solo ieri, però, la notizia è trapelata fuori le mura delle antiche vestigia. La data certa del furto, però, ancora non è stata stabilita. Può risalire a settimane fa, addirittura mesi. L’ambiente, infatti, è fuori dal circuito di visita e non sempre i custodi o i tecnici della soprintendenza entrano nelle domus chiuse. I carabinieri stanno svolgendo indagini a tutto campo per ritrovare l’affresco trafugato dalla Regio VI, Insula 5, civico 3 e ambiente 20, per identificare il responsabile. Le telecamere del sistema di videosorveglianza, però, non coprono via Consolare, l’area tra Porta Ercolano e via delle Terme in cui si è consumato il mistero.

Difficile, dunque, vedere il volto del colpevole, o dei colpevoli, dalle immagini registrate dalla sala regia. La scomparsa dell’opera d’arte è un vero e proprio giallo.

In un primo momento si è pensato che la parte dell’affresco mancante di "Artemide", la dea seduta ai piedi di Apollo, potesse essere nel laboratorio di restauro della soprintendenza, vista l’accurata tecnica utilizzata per staccare l’affresco dalla parete. E’ partita, così, la ricerca interna. Gli investigatori, però, non hanno trovato alcun riscontro positivo in tal senso. Anche perché la casa di "Nettuno" non è interessata da lavori di restauro. E’ stato accertato che "Artemide" è stata trafugata da mani esterne e non si trova in alcun luogo o laboratorio interno della soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia. L’inchiesta, dunque, si è estesa all’esterno del sito, in particolare nel campo del mercato nero delle opere d’arte. Sarà stata l’opera di un turista appassionato di restauro? Oppure un mercante di opere rubate? Furto su commissione oppure la voglia di un souvenir a tutti i costi? 







Share on Google Plus

Autore: Domenico Iodice

Giornalista

0 commenti:

Posta un commento