Pontelatone, un nobile territorio vilipeso nella sua memoria storica

di Domenico Iodice

Che riconoscano di non aver investito in cultura e tutela del patrimonio storico, enogastronomico, se non nello stravolgimento edilizio ed urbanistico del paese: abominevole esempio la Circumvallazione esterna di Pontelatone


Il ruolo della politica di Pontelatone dovrebbe esser quello di gestire la complessità intorno a un progetto di comunità. La politica dovrebbe indicare il ruolo del patrimonio, non in senso di voti e tantomeno in senso di propri interessi, ma nel senso di un progetto di comunità; il museo a Pontelatone, il patrimonio storico-archeologico, non nascerebbero come evasione estetica del singolo individuo, ma nascerebbero come strumento di un progetto comune per il paese. Non è un caso se il patrimonio italiano sta attraversando uno dei momenti più bassi ed ostici della sua gestione in un frangente in cui non v’è un progetto di nazione. Ci sono progetti di associazione, ci sono criminalità organizzate crescenti, ci sono grandi interessi privati al governo dell’Italia, ma non v’è un progetto Italia. Abbandoniamo il discorso Italia. La politica di Pontelatone dovrebbe far così, a nostro parere: dar un orizzonte alto, condiviso. Ma crediamo che, in questo frangente, la visione politica più promettente a Pontelatone, sia quella proveniente dal basso: la cittadinanza attiva e l’azione in prima persona.

Qual è la soluzione? – Crediamo che una delle rivoluzioni sia quella di tornare a un progetto di paese che si rispecchia anche in un museo archeologico, in uno spazio storico-culturale. Pontelatone in questo frangente è una comunità che possiede una miriade di difficoltà: il Comune non è gestito da politici locali che brillano, una risorsa quale Cervarecce che è sepolta dalle spine, alcuno interesse nel conservare per i posteri il nobile passato del territorio ove viviamo da generazioni. Proprio per questo occorrerebbe un progetto di paese nuovo e non ha senso continuare a difendere un modello che è alla catastrofe totale. E ci domandiamo: come è possibile che chi ha prodotto questo sfascio continui a pontificare? Chi ha dato vita al grattacapo ora vuol anche imporre la soluzione? Ma per favore...V’è bisogno di un ricambio radicale di persone e idee. La rivoluzione che occorrerebbe è la tale, sempre a nostro modesto parere: una rivoluzione di progetto culturale che intenda far di Pontelatone un luogo di interesse collettivo, un luogo di promulgazione delle nostre radici, per esempio edificandovi un museo come luogo di crescita e di abbattimento dei confini edificati nel corso degli anni dalla classe politica locale. Invece no, la classe politica di Pontelatone, ha fatto della dimora Comunale un autentico tempio dell’alienazione perenne.









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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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