Roma, il Tribunale per i minorenni lancia l'allarme sul fenomeno baby-squillo

di Domenico Iodice

Scatta l'allarme sul fenomeno che è in forte crescita


" Il fenomeno della prostituzione minorile e' sempre esistito, ma sicuramente negli ultimi tempi e' piu' diffuso o, almeno, emerge di piu'. C'e' una maggiore attenzione: c'e' il cliente che denuncia quando si trova davanti a una ragazza evidentemente troppo giovane e c'e' il “ gregario ”, cui l'organizzazione affida compiti logistici, che si ribella ". Ad affermarlo e' il presidente del Tribunale per i minorenni di Roma, Melita Cavallo, chiamata in audizione davanti alla Commissione parlamentare per l'Infanzia, impegnata in un'indagine conoscitiva sul fenomeno. " Ci sono ragazzine che vanno per soldi anche con clienti molto anziani ", ha ammesso la presidente, stigmatizzando un'idea di " sesso del tutto slegato dall'affettivita' ". Certe realta', ha ricordato Melita Cavallo, riguardano per lo piu' " famiglie disagiate o con problemi economici: negli ultimi sei anni, mi sono occupata di almeno una decina di casi, tutti riguardanti ragazzine romene sfruttate da loro connazionali minori, a loro volta gestiti dal racket ". Un aspetto “ nuovo ” e' invece quello, amplificato da alcuni recenti episodi di cronaca, delle baby-squillo, anche di quartieri bene di grandi citta', " che si vendono magari per comprare la giacca griffata o l'ultimo modello di borsa: spesso i genitori se ne accorgono, quando se ne accorgono, in ritardo, vedendo che le figlie hanno disponibilita' sospette di denaro o trovando gli anticoncezionali nelle loro borsette, ma la famiglia non puo' essere l'unica responsabile. E' un problema piu' ampio, di cultura, di modelli comunicativi, di valori sbagliati, che coinvolge anche la scuola e l'uso sempre piu' esteso della rete ".
La presidente del Tribunale per i minorenni ha segnalato anche un dato preoccupante, quello dei " giovanissimi con disturbi psichiatrici: tra quelli che trattiamo in tribunale, la percentuale e' salita dal 10% degli anni Settanta all'80% oggi. Giovanissimi spesso lasciati soli e liberi di fare del male a se stessi e, in qualche caso, agli altri ".







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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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