Statali, Carlo Cottarelli prescrive la sua cura all'Italia: "In arrivo 85.000 esuberi"

di Domenico Iodice

Le previsioni sui tagli alla spesa ridimensionano le aspettative di Renzi. Ballano 2 miliardi che possono saltar fuori solo con "scelte politiche"


Nel 2014, se si fosse iniziato a tagliare già a gennaio, il risparmio massimo raggiungibile sarebbe stato di circa 7 miliardi di euro. Il lassismo dell'ex premier Enrico Letta e la successiva crisi di governo hanno, tuttavia, fatto passare i mesi senza nessuno mettesse mano alle cesoie.
Per questo il processo di spending review sarà inevitabilmente più magro. "Sugli ultimi otto mesi, più o meno, si arriva a 5 miliardi - ha spiegato il commissario straordinario Carlo Cottarelli, nel corso di una audizione in Senato - c’è comunque un margine, dipende dallo sforzo e dalle decisioni che si prendono". In questo margine di azione si pongono anche l'esubero di ottantacinquemila statali e il contributo di solidarietà sulle pensioni oltre i tremila euro proposto nei giorni scorsi dallo stesso Cottarelli. "Queste sono scelte politiche - ha detto oggi - si può anche pensare che è un comparto che non si vuole toccare".
Tagli all'Arma, ai Comuni e alle Regioni e alla politica. Il documento definitivo sulla spending review sarà presentato con il Def, ma sin da ore appare chiaro che il piano preparato dal commissario alla Revisione della spesa è molto di più dei tagli agli F-35 annunciati due giorni fa dal ministra della Difesa Roberta Pinotti e molto di meno del malloppo su cui Matteo Renzi spera di mettere le mani per riuscire a fare le riforme promesse agli italiani. Mentre il premier aveva parlato di 7 miliardi a disposizione per coprire il taglio del costo del lavoro, Cottarelli ha abbassato l'asticella a massimo 5 miliardi lasciando, tuttavia, intendere che i 2 miliardi di differenza potrebbero essere portati a casa attraverso "scelte politiche" che competono appunto al governo. Il documento ha, quindi, una linea molto prudenziale per cercare di recuperare quegli ottanta euro al mese in più in busta paga a chi percepisce uno stipendio inferiore ai 1500 euro. Si tratta di "proposte per una revisione della spesa pubblica" nel triennio 2014-2016 che, in teoria, sfrutteranno "risparmi lordi massimi" per 7 miliardi su base annua: 2,2 miliardi saranno recuperati dall'efficientamento diretto (800 milioni da iniziative su beni e servizi, 200 dalla pubblicazione telematica degli appalti pubblici, 100 da consulenze e auto blu, 500 dagli stipendi dei dirigenti della pubblica amministrazione, 100 da corsi di formazione, 100 dall'illuminazione pubblica, 400 da proposte varie); 200 milioni dalla riforma delle Province e dalle spese degli enti pubblici; 400 dai costi della politica; 2 miliardi dai trasferimenti a imprese e famiglie e 2,2 miliardi dalle spese settoriali. 
Della cura Cottarelli a creare maggiori attriti, soprattutto dalla Cgil che ha denunciato" l’ennesimo attacco al sistema pubblico e del welfare", è il piano sugli esuberi. Si tratterebbe di un taglio netto di 85.000 unità entro il 2016. Ma Cottarelli rifiuta qualsiasi allarmismo: "È una prima stima di massima che va affinata in base alle effettive riforme che dovranno essere chiarite nel corso del 2014". Nel mirino anche il turn over, cioè il meccanismo che fa scattare un'assunzione per ogni dipendente che va in pensione. Al vaglio del commissario l'ipotesi di passare al blocco totale dall'attuale processo che congela il ricambio generazionale per l'80%. E anche in tema di pensioni c'è poco da sorridere. Il contributo partirebbe da "pochi euro al mese andando poi a crescere" in base al reddito. "Dipende dal tipo di scenario che si vuole avere, sono scelte politiche - ha evidenziato - si può anche decidere che non si devono toccare". In ogni caso, "per gli scaglioni più bassi il contributo era molto basso", quindi anche "se si partisse da più in alto i risparmi non sarebbero compromessi". Sull’intero anno la misura varrebbe 1,4 miliardi di euro, poco più della metà se il taglio partisse da maggio. Ma questa è una scelta che spetterà soltanto a Renzi.









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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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