Ucraina, presidente: " La Russia è pronta ad invaderci "

di Domenico Iodice

La mossa di Kiev viene mentre la Russia tiene sempre più nelle mani la penisola di Crimea. Arrestato oligarca vicino a Yanukovich, nella lista dei ricercati di Kiev. Kerry: " Usa e Ue pronti a passi seri contro Mosca "



Le forze russe concentrate ai confini “ sono pronte ad invaderci in qualsiasi momento . A lanciare l'allarme e' il presidente a interim ucraino Oleksander Turchinov, che comunque si e' detto fiducioso che gli sforzi internazionali possano evitare “ l'aggressione ” di Mosca. Le forze russe che hanno preso la Crimea la settimana scorsa, ha aggiunto Turchinov, “ sono anche ai confini orientali pronti ad una invasione dell'Ucraina in qualsiasi momento ”. E quindi, a pochi giorni dal referendum di domenica sull'annessione della Crimea alla Russia, il Parlamento ucraino ha approvato la creazione della Guardia Nazionale, una nuova forza di polizia militarizzata composta da 60.000 volontari che dovra' difendere il popolo ucraino da “ aggressioni interne ed esterne ”. Intanto il presidente russo, Vladimir Putin, ripete che la crisi non e' da attribuire a Mosca, ma ammassa le truppe lungo il confine. E l'Occidente prova a reagire: gli Usa e l'Europa stanno preparando una “ risposta dura ” al referendum, gia' per lunedi', all'indomani del voto, ha assicurato il segretario di Stato Usa John Kerry.  Se non ci sara' modo di andare avanti e risolvere la questione, ci saranno dei passi molto seri lunedi' in Europa e qui negli Usa relativi alle opzioni a nostra disposizione , ha spiegato il capo della diplomazia americana. Se andate avanti cosi' sara' una catastrofe, ha detto invece Angela Merkel. “ I danni – ha aggiunto – saranno enormi, tanto politici che economici. Se la Russia continua il suo corso delle ultime settimane, sara' non solo una catastrofe per l'Ucraina ”, ha spiegato il Cancelliere usando i toni piu' forti dall'inizio della crisi. “ Non lo vedremo solo, in quanto vicini della Russia, come una minaccia. E non cambiera' solo le relazioni dell'Unione Europea con la Russia. No, questo causera' anche danni enormi alla Russia, sia da un punto di vista economico che politico ”.
Parlando in occasione delle comunicazioni del governo dinanzi al Bundestag, la Merkel ha tuttavia ha escluso l'opzione miliare per far fronte alla crisi: “ Una cosa e' chiara: l'intervento militare non e' un'opzione ”, ha sottolineato, perche' la strada rimane quella tripartita, di “ dialogo, aiuti, sanzioni ”. L'Ocse, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ha gia' bloccato il processo di adesione" della Federazione Russa. I ministri degli Esteri dell'Ue valuteranno lunedi', al Consiglio europeo, la possibilita' di imporre sanzioni specifiche alla Russia.
Domani, pero', a Londra, si incontreranno il segretario di Stato Usa, John Kerry e con il collega russo, Serghei Lavrov, e gli Usa proporranno a Putin una serie di “ opzioni ” per disinnescare. Proposte che sono state discusse anche oggi in una telefonata tra i due ministri degli Esteri, ha fatto sapere il Cremlino.
Oggi la Russia per la prima volta ha ammesso che suoi soldati sono in Crimea: per bocca di un deputato vicino al Cremlino, Leonid Slutsky, presidente della Commissione della Duma per la Comunita' degli Stati Indipendenti ( l'organismo che raggruppa le Repubbliche ex sovietiche, fatta eccezione per le tre baltiche ), ha fatto sapere di aver inviato truppe nella repubblica autonoma ucraina per rispondere in caso di attacco armato da parte delle forze ucraine durante il referendum. La Russia ha anche annunciato di aver dato il via a un'esercitazione militare vicino al confine con l'Ucraina: chiaramente un'esibizione di forza che vede coinvolti 8.500 soldati impegnati nel Distretto Militare meridionale.
Il commissario speciale dell'Osce per l'Ucraina, Tim Guldimann, ha affermato che e' “ quasi un miracolo ” che non ci sia stato finora un bagno di sangue in Crimea. E questo e' dovuto, ha affermato, alla “ forte moderazione ” mostrata dalle autorita' filo-europee di Kiev di fronte alle azioni dei gruppi armati filo-russi che "di fatto" hanno preso il potere nella penisola. Kiev, ha spiegato Guldimann, “ ha imposto alle sue forze dell'ordine la politica di non sparare visto che non ci sono state reazioni violente a delle vere e proprie provocazioni ”.  







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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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