Crisi in Ucraina, continua la lunga scia di sangue

di Domenico Iodice

Nell'est del Paese continuano i combattimenti. Sette vittime tra i filorussi. Il ministro degli Esteri russo avverte: "E' stato dato il via libera per l'uso della forza contro la popolazione civile ucraina". Obama ammonisce la Russia: possibili nuove sanzioni. Lavrov: "Stati Uniti usano la crisi per arrivare a un cambio di regime"


KIEV – Mosca alza i toni e Kiev si ritira. Per ora ha sospeso l'operazione militare lanciata a Sloviansk contro gli insorti filorussi. Il rischio che le truppe russe attraversino il confine è troppo alto. Il ministro della Difesa russo era stato perentorio, "siamo costretti a reagire alla macchina militare ucraina. Se oggi non sarà fermata porterà ad un gran numero di morti e feriti" ha detto Serghiei Shoigu. Alla frontiera i soldati si sono cominciati a scaldare nel primo pomeriggio. "E' stato dato il via libera per l'uso della forza contro la popolazione civile ucraina. Dovevamo reagire a questo sviluppo", ha aggiunto.
In Ucraina dell'est, vicino al confine, la situazione è incandescente. A Sloviansk, da due settimane in mano ai filorussi, le forze armate ucraine sono arrivate con blindati ed elicotteri. Secondo il capo dei pro Russia, Viaceslav Ponomariov, da un lato le truppe di Kiev avrebbero attaccato con almeno 11 blindati, da un altro con sei blindati e due elicotteri. Hanno aperto il fuoco contro un posto di blocco e secondo il Ministero dell'interno di Kiev, sette filorussi sono rimasti uccisi. Ponomariov ha avvertito che i suoi sono "pronti a resistere" nonostante le loro armi siano "poche". Putin è furioso.
"Se il regime di Kiev ha cominciato davvero ad usare l'esercito contro i civili dentro il Paese, questo è senza alcun dubbio un crimine molto grave contro il proprio popolo", ha detto il presidente russo. Che ha promesso: "Ci saranno conseguenze per coloro che prendono queste decisioni a Kiev, anche nell'ottica dei rapporti interstatali tra Russia e Ucraina".
La leadership dell'autoproclamata "Repubblica popolare di Donetsk" ha dichiarato la mobilitazione generale nella regione, in risposta all'operazione militare lanciata dalle forze ucraine a Slavyansk, definendo ormai la situazione sul campo "una guerra civile". "Un'operazione militare congiunta è stata lanciata a Slavyansk. Questo significa solo una cosa: una guerra civile", ha dichiarato a Interfax la leadership locale dei separatisti.
Intanto la polizia ucraina ha liberato il municipio di Mariupol, nel sudest del Paese, occupato da più di una settimana da manifestanti filorussi. Lo ha annunciato su Facebook il ministro dell'Interno dell'Ucraina, Arsen Avakov, affermando che il municipio "è stato liberato in modo che possa riprendere il lavoro". Nessuno è rimasto ferito durante l'operazione, ha detto il ministro. Il sito web di notizie locale 0629.com.ua ha fatto sapere però che cinque persone che occupavano l'edificio sono rimaste ferite negli scontri con poliziotti.
Un attacco di un centinaio di miliziani filorussi a un deposito di armi adArtemivsk, nella regione di Donetsk, è stato respinto. Secondo il ministero della Difesa ucraino i pro-Mosca erano armati di mitra, lanciagranate e bombe a mano. Nello scontro a fuoco un militare di Kiev è rimasto ferito, ma non sarebbe in pericolo di vita. L'est del Paese è in crisi.
Russia: "La guerra fredda degli Stati Uniti". Obama continua a ripetere di avere pronte nuove sanzioni con la Russia ma il Cremlino risponde che gli Stati Uniti stanno usando l'Ucraina come una pedina nel gioco geopolitico e che insieme all'Ue hanno tentato un'altra 'rivoluzione colorata' per arrivare a un cambio di regime. La denuncia è partita dal ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, intervenuto a una conferenza a Mosca. "Gli Usa e l'Ue hanno tentato di mettere in atto un'altra 'rivoluzione colorata' in Ucraina, un'operazione per cambiare regime in modo incostituzionale", ha dichiarato Lavrov, citato dalle agenzie russe. L'allusione è alla "rivoluzione delle rose" del 2003 in Georgia e a quella "arancione" del 2004 in Ucraina.
Secondo il capo della diplomazia russa, l'Occidente non ha a cuore il destino della repubblica ex sovietica. "Cercano di utilizzare l'Ucraina come pedina nel gioco geopolitico", ha affermato Lavrov, invitando invece a vedere il Paese più come uno spazio di congiunzione che non di scontro. Il ministro russo ha ribadito che Mosca è a favore di una soluzione collettiva della crisi ucraina, come - ha ricordato - è successo con gli accordi sul programma nucleare iraniano e lo smantellamento dell'arsenale chimico della Siria.
Lavrov ha anche accusato i partner occidentali di comportarsi "come i vincitori della guerra fredda" e di non averne tratto le conclusioni, ignorando la posizione della Russia in Europa e opponendo un "muro di incomprensione" alle sue proposte per una "vera partnership" e una sicurezza comune euroatlantica.
Gazprom presenta il conto a Kiev. La situazione non migliora neanche sul fronte delle risorse energetiche. Il debito ucraino per il gas russo è sempre più pesante: Gazprom ha presentato oggi un conto di 11,3 miliardi di dollari per il metano non preso nel 2013, in base alla formula contrattuale del 'take or pay'. Lo ha reso noto Aleksandr Medvedev, responsabile export di Gazprom.
Ue, ipotesi sanzioni banche a Crimea. L'Unione Europea potrebbe bloccare la transazioni finanziarie in Crimea dopo il voto di annessione alla Russia del mese scorso. Il documento riservato parla di "possibili misure per scoraggiare e penalizzare società con sede in Crimea restingendone i capitali finanziari". Tra le varie proposte che non saranno definite prima del prossimo incontro fissato per il 12 maggio, sono prese in considerazione anche limitazioni di movimenti di capitale tra l'Eu e le banche o gli operatori bancari in Crimea". Oltre a questo potrebbero essere proibiti anche investimenti della Crimea nei Paesi dell'Unione. 







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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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