L'Unione Europea elimina le tariffe supplementari sui servizi telefonici mobili quando gli utenti sono in un paese Ue diverso dal proprio

di Domenico Iodice

Il mercato si sta muovendo e l’Unione Europea vuole fornire delle linee guida che tutelino aziende e consumatori



BRUXELLES – "Niente più tariffe di roaming da Pasqua 2014". Con queste parole, Neelie Kroes (commissario UE per le telecomunicazioni), durante l’audizione con la commissione per la protezione dei consumatori, apre il discorsoPromette nuove regole per imporre la neutralità della rete. Il Parlamento europeo ha approvato un'importante riforma del settore delle telecomunicazioni in Europa, che prevede tra l'altro l'abolizione entro dicembre dell'anno 2015 delle tariffe supplementari sui servizi telefonici mobili quando gli utenti sono in un paese Ue diverso dal proprio (roaming). Gli eurodeputati hanno anche approvato regole piu' chiare per la protezione di internet in quanto spazio libero, e non soggetto all'introduzione di tariffe specifiche per la fruizione di servizi sempre piu' comuni tra gli utenti, come la telefonia via Web. Un emendamento proposto dal gruppo dei socialdemocratici (S&D) ha modificato l'iniziale proposta della commissaria Ue alla TLC, Neelie Kroes, che prevedeva una definizione vaga di "servizi specializzati," che come tali possono essere soggetti a tariffe extra, aldila' dell'abbonamento a internet. Molti temevano che questo potesse aprire la strada al pagamento di servizi quali la telefonia su internet (tramite Skype per esempio) o lo scaricamento legale di musica (attraverso per esempio Spotify). Le norme approvate dal Parlamento evitano tale confusione. L'industria delle telecomunicazioni ha reagito negativamente a questa modifica, che potrebbe limitare i profitti dei grandi gruppi e quindi anche i loro investimenti, secondo una nota di Gsma, l'associazione dei principali operatori di telefonia mobile in Europa. La riforma prevede inoltre un leggero passo avanti nel "coordinamento" a livello europeo per l'attribuzione delle licenze per lo spettro radio, attraverso cui passano servizi cruciali quali la Tv, la telefonia e internet mobile. La riforma lascia fondamentalmente nelle mani degli stati il potere di scegliere a quale servizio attribuire piu' o meno frequenze, non modificando quindi la situazione attuale. La riforma e' comunque ancora in fieri, visto che necessita del via libera degli stati membri, dove i poteri di pressione dei gruppi telefonici, molti dei quali ex monopolisti pubblici, sono evidentemente piu' forti che nel Parlamento Ue. La maggior parte degli osservatori a Bruxelles ritiene che la riforma potrebbe non vedere mai la luce, almeno nella versione approvata dal Parlamento Ue. La commissaria Kroes si e' detta fiduciosa che il Consiglio Ue la possa approvare gia' prima della fine del mandato dell'attuale Commissione, che scade a fine ottobre. Per molti e' un'aspettativa che va ben oltre l'ottimismo. 







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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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