Malaffare e politica in Campania, un connubio che non si vuole rompere

di Domenico Iodice

Leggendo i quotidiani e giungendo a conoscenza della tanta illegalità compiuta da alcuni personaggi politici e non, che amministrano il potere e dunque la sorte di tanta povera gente, cadono le braccia

PONTELATONE – “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio, o si fanno la guerra o si mettono d’accordo“. Quello che il grande Uomo Paolo Borsellino aveva voluto indicar con codesto celebre passaggio è qualcosa di più sotteso e, purtroppo, inevitabile: questi due poteri non smetteranno mai di esistere e di convergere perché nel loro legame è insito ciò che li rende onnipotenti e immortali. L’uno non abbatterà mai l’altro: ci vuole un “buon viso”, un viso pulito, rassicurante, al “cattivo gioco”, quello sporco, macchiato di reati gravi. V’è una reciproca necessità consequenziale alla quale nessuno di loro può sottrarsi, un “sistema” di rapporti consolidati che finemente intessono trame a portata dei nostri iridi, coinvolgendo tutti i settori e le attività della nostra vita: pubblici e privati.
Così, non sgomentano più le notizie di infiltrazioni mafiose. Abbiamo la consapevolezza di vivere in Italia, in un Paese ove all’interno delle Istituzioni operano personaggi legati alla criminalità organizzata. Da sempre, un cancro inguaribile presente nel tessuto sociale sano che è sempre più spesso rappresentato dalla povera gente, il cui adopera come antidoto l'onestà per sopravvivere al “marcio”.
Il nostro sistema è malato sin dalla radice, rotto e corrotto, illegale nella legalità. E impregnato di giustizia ingiusta, come quella che, per effetto di un incomprensibile provvedimento del governo (come la nuova versione del DDL contro il voto di scambio che riduce la «forchetta» della pena dai 7-12 ai 4-10 anni e cancella la «messa a disposizione» del politico tra le possibili «offerte» in cambio dei voti mafiosi), sbriciola di fatto l’entità dei reati e beffeggia l’austerità delle condanne. Siamo proprio un Paese ridicolo, sempre più a misura del “marcio”. Se non c’è pena, non c’è espiazione, né redenzione, ma solo l’opportunità di recidivare indisturbati. La gente sana, è vittima di un circolo vizioso, quello della cattiva politica e del malaffare.










Share on Google Plus

Autore: Domenico Iodice

Giornalista

1 commenti:

  1. Buonasera, in questi giorni di festività mi sono recato a Treglia,con mia grande sorpresa ho visto girare per le vie cittadine dei ragazzi exstracomunitari,mi è stato detto dal barista che sono un centinaio di ragazzi ospitati in zona, ma noi non sappiamo niente,prima di far arrivare in zona queste persone,non si dovrebbe avvertire la popolazione?

    RispondiElimina