Nicola Cosentino, il casalese dai tanti privilegi: possedeva le chiavi di Palazzo Reale di Caserta. E intanto il Riesame dice no all'uso delle chiavi per la sua scarcerazione

di Titti Beneduce

Il prefetto di Caserta gli aveva dato le chiavi del parco


NAPOLI — Nicola Cosentino (al quale ieri il Riesame ha negato la scarcerazione) aveva le chiavi della Reggia di Caserta, nella quale andava quando voleva per fare jogging: gliele aveva date il prefetto Ezio Monaco. Le chiavi, assieme a un biglietto di accompagnamento a firma di Monaco, le hanno trovate i carabinieri di Caserta nel corso della perquisizione scattata subito dopo l’ultimo arresto dell’ex parlamentare del Pdl. Il verbale della perquisizione è tra gli atti depositati mercoledì scorso al Riesame dai pm Antonello Ardituro, Francesco Curcio e Fabrizio Vanorio, ma non è l’unico documento di interesse. Ci sono, infatti, intercettazioni di colloqui tra Cosentino e Fulvio Martusciello (che non è indagato), assessore regionale alle Attività produttive, a proposito del collaudo a un distributore di carburanti. Ci sono le fotografie di Martusciello mentre va a casa di Cosentino assieme all’imprenditore Giuseppe Fontana, raggiunto da un’interdittiva antimafia. C’è una lettera scritta all’ex sottosegretario da Pio Del Gaudio, sindaco di Caserta.
C’è, infine, l’intercettazione omissata di una conversazione tra Cosentino e Verdini. Le chiavi della Reggia di Caserta erano in un portapenne nello studio al piano terra di casa Cosentino, in una busta. Sono tre; sulle etichette c’è scritto: «Cancello lato Reggia», «Lucchetto cancello alloggio» e «Chiave cancello garage». La busta è quella di una lettera inviata dall’ex prefetto di Caserta, Monaco, all’ «Ill.mo On. Dott. Nicola Cosentino. Affettuosamente, Ezio», scriveva il mittente su un biglietto. La lettera di Pio Del Gaudio, scritta a mano, verte su una proposta fattagli da Domenico De Siano, coordinatore di Forza Italia. «Ho bisogno del tuo ok — scrive il sindaco —, non accetto se tu non condividi. Ho sempre sostenuto la necessità di un partito dei sindaci come tu mi hai detto più volte. Ma io sono tuo amico, mi hai fatto diventare sindaco, sono legato a te, sarò sempre un tuo riferimento. Bacioni». La lettera, a giudizio dei pm, dimostra che, nonostante gli arresti e la mancata candidatura al Parlamento, Nicola Cosentino è ancora un uomo molto potente. Come dimostrano, secondo l’accusa, anche i numerosi appunti con richieste di raccomandazioni e i contatti con Martusciello. Due le vicende di cui l’assessore regionale è chiamato a interessarsi. La prima è quella del collaudo a un impianto per la distribuzione di carburanti in via La Pira a Caserta, per la quale Giovanni Cosentino, fratello di Nicola, era in contatto anche con Francesco Paolo Iannuzzi, sindaco di Monte di Procida, presidente dell’Anci Campania «ma soprattutto - notano i carabinieri in un’informativa - direttore generale delle Attività produttive della Giunta regionale». L’impianto è riconducibile alla famiglia Cosentino, ma i distributori dei diversi carburanti sono intestati a persone diverse. E, se il Comune di Caserta dà il proprio nulla osta al collaudo, un funzionario della Regione ritiene invece che la doppia intestazione costituisca un ostacolo, per cui nega il collaudo. Le intercettazioni documentano un forte pressing dei Cosentino per scavalcare il funzionario e ottenere il collaudo senza il quale l'impianto non può aprire; l’ex sottosegretario parla al telefono con l’assessore, sia pure in modo criptico, e i due si incontrano anche, il 12 febbraio scorso, nell’Holiday Inn del centro direzionale. «Ma quel passaggio non l'hai fatto ancora?», chiede Cosentino a Martusciello. «Quel passaggio con i veterinari - dice subito dopo sorridendo - non l'hai fatto ancora?». Martusciello risponde: «L’ha fatto. C’ha parlato Franco ieri mattina e viene lunedì mattina da me. Quello Franco era collega di Regione». Notano i carabinieri: «In considerazione del fatto che nelle telefonate intercorse precedentemente tra Martusciello e Cosentino di veterinari non si parla mai, visto anche il tenore della voce con cui viene pronunciata la parola, e visto anche l'accenno a Franco, nome con cui viene chiamato comunemente Francesco Paolo Iannuzzi, e al passaggio che a Martusciello è stato chiesto di fare, sembra molto verosimile che la questione sia quella relativa all’impianto di via La Pira». Martusciello, secondo la ricostruzione della Procura, viene poi coinvolto anche nella vicenda dell’appalto per la realizzazione del progetto «La Bandiera Blu del litorale domitio». Un appalto che fa gola a Giuseppe Fontana, imprenditore colpito da provvedimento interdittivo antimafia e che partecipa alla gara grazie a un prestanome. Fontana non si aggiudica l’appalto: «L’eliminazione - scrivono i carabinieri - scatenava una serie di reazioni fra i vari personaggi coinvolti, i quali, oltre a concordare la strada del ricorso tramite un loro legale, non abbandonavano l’idea di puntare anche sull’appoggio politico di Martusciello». L’incontro tra l’ex sottosegretario e l’assessore avviene domenica 22 dicembre e, sottolineano gli investigatori, è Martusciello che chiede a Fontana di procurarglielo. Il responsabile delle attività produttive viene dunque fotografato assieme all’imprenditore destinatario dell’interdittiva antimafia mentre entrambi si dirigono a casa Cosentino. Tornati in auto, Fontana chiede a Martusciello come sia andato l’incontro con Cosentino, al quale lui non ha partecipato. «Fulvio - scrivono i carabinieri - gli risponde che è andato bene e dice che se rimane su Carlo Sarro non sblocca la vicenda. Parla della scelta di puntare su De Siano». 







Share on Google Plus

Autore: Domenico Iodice

Giornalista

1 commenti:

  1. visto che tiene tante chiavi.....dategli pur l chiav nu cess!!!!!

    RispondiElimina