Regione Campania, 51 indagati e la vergogna delle tante spese allegre

di Domenico Iodice

Bambole Barbie, filmini amatoriali e stecche di sigarette, l'elenco delle spese assurde 


Una tintura di capelli, un giocattolo per bambini, fiori e necrologi, qualche festa in un locale notturno. Ma anche cene - tante cene - sigarette, cialde di caffé, una bombola e cravatte. Tante cravatte, almeno una ottantina, di quelle da regalare a Natale, giusto un pensiero per l’amico, il simpatizzante di turno. Eccola buona parte dei due milioni di euro resi disponibili dalla voce «finanziamenti per il funzionamento dei gruppi consiliari». È il secondo step delle indagini che hanno riguardato nell’ultimo anno e mezzo il consiglio regionale, subito dopo gli accertamenti per il cosiddetto fondo della comunicazione (in questo caso, si parla di truffa in relazione a fatturazioni gonfiate attraverso autentiche società cartiera). 
Proviamo ad entrare nel merito delle carte acquisite attraverso i blitz della Finanza. Partiamo dal centro destra, dall’ex Pdl oggi Forza italia, proprio dagli uomini più rappresentativi: un partito guidato dal capogruppo Gennaro Nocera che, dal 2010 al 2012, ha fatto girare per sé e per alcuni colleghi soldi ritenuti dalla Procura non in linea con il regolamento. Qualche esempio: si va dall’ipotesi di peculato di 37.610,00 euro contestata a Daniela Nugnes, ai 22.460,00 euro rilevati nei confronti del presidente del consiglio regionale Paolo Romano, fino alla cifra più bassa (per modo di dire) di 6166,00 euro, che sarebbero i soldi incassati in questi anni da Luciana Scalzi. Accuse destinate al vaglio di un giudice, tutti gli indagati avranno modo di far valere la propria versione nel corso del seguito del procedimento. Stesse contestazioni vibrate sulla sponda opposta, vale a dire in casa Pd. Anche qui, sotto accusa ci sono gli ex capigruppo Peppe Russo (al quale viene mossa l’accusa di aver largheggiato in cravatte, per una spesa di quasi 4.000,00 euro) e Umberto del Basso de Caro (che non ha presentato alcuna fattura o pezza di appoggio, ritenendo di non dover giustificare spese per le proprie attività consiliari), oltre all’attuale capogruppo Raffaele Topo (per lui l’accusa di un peculato di 12.300,00 euro).
Stando alla lettura della consulenza tecnica, tra i partiti di maggioranza e opposizione non è che ci sia stata tanta differenza, a proposito della gestione dei fondi a disposizione. Ancora qualche esempio, a volo d’angelo.
Nel 2011 in casa Pdl (oggi Forza italia) sono stati spesi 3.400,00 euro per i giornali, una cifra discutibile dal momento che le spese per gli organi di stampa dovrebbero essere coperte da altre voci che regolano il Consiglio. Ma è sempre in seno all’ex Pdl, che sono stati spesi 11.000,00 euro per bar e pasticceria, mentre tra le voci stravaganti anche 35,00 euro serviti a comprare una buona bottiglia di vino, secondo quanto emergerebbe dal deposito di uno scontrino per una enoteca.
E non è tutto: 190,00 euro sarebbero servite per ripianare un furto dalla cassa contanti del Partito della libertà. Ma andiamo a vedere cosa è accaduto nel Nuovo Psi, dove qualcuno potrebbe aver speso denaro pubblico per giocattoli (9,80 euro, che stando a rumors mai smentiti sarebbero serviti per comprare una bambola Barbie); ma anche occhiali da vista, farmaci, articoli da regalo e sportivi. Nella montagna di carte - tra fatture e scontrini fiscali - acquisite dai militari c’è anche qualche cd musicale, come emerge dalle indagini a carico del Nuovo Psi. Non mancano inoltre dvd di film amatoriali (esclusi film osceni, ndr) e sigarette per euro 21,80; abbigliamento (314,00 euro); prodotti per la cura e l’igiene della persone (203,00 euro, di cui tre per un flacone di tintura per capelli).
Sempre nel 2011, invece, il Pd avrebbe sovvenzionato tre televisioni private, per un importo complessivo di 14.500,00 euro, e ne avrebbe spesi altri 3.000,00 per «Big Fish», la festa dei giovani democratici che si è svolta a Salerno.
Una storia esplorata in questi mesi dalla Procura di Napoli. Alla società Kidea, che organizza campagne pubblicitarie, sarebbero andati 30.000,00 euro. Tra quelli del gruppo Misto, poi, c’è chi si è pagato la tassa sulla spazzatura con i soldi del Consiglio, mentre agli atti spicca anche il caso dell’Idv, dove il 95% dei fondi sono stati elargiti direttamente ai consiglieri e il capogruppo non ha potuto giustificare alcuna spesa.
E non è finita. Ce n’è anche per l’Unione di Centro, con le accuse a carico del capogruppo Luigi Cobellis e di altri esponenti del partito. In particolare, Cobellis deve rispondere di spese «non documentate e non coerenti», tra cui articoli da regalo, piante e fiori, articoli per la casa, per complessivi 1.125,00 euro.
Pochi mesi fa, nel corso delle indagini sul fondo della comunicazione, vennero coinvolti alcuni consiglieri con le accuse di truffa e di false fatturazioni, mentre un mese fa, è stata la Procura della Corte dei conti a spedire inviti a dedurre a carico di decine di consiglieri regionali per le spese ritenute incongrue. Indagini concentriche, ora si attende la replica dei soggetti coinvolti nel primo atto di accusa al Consiglio regionale.







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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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