Ucraina, blitz "antiterrorismo" dell'esercito ucraino nell'est, morti e feriti. La Russia chiede una riunione urgente dell'Onu

di Domenico Iodice

Blitz 'antiterrorismo' dell'esercito ucraino nell'est, morti e feriti. La Russia chiede una riunione urgente dell'Onu. Kerry, ci saranno conseguenze. La Nato preoccupata


La Russia "conduce una guerra contro l'Ucraina": lo ha affermato il presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turcinov, in un discorso alla nazione. "E' stato versato il sangue nella guerra che la Russia conduce contro l'Ucraina", ha dichiarato, ricordando di aver lanciato una "operazione antiterrorismo su larga scala". Turcinov ha annunciato in tv che "il consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa ha preso la decisione di lanciare una operazione antiterrorismo su larga scala con l'uso delle forze armate" nell'Ucraina orientale.
La replica di Mosca: l'ordine di usare l'esercito per sopprimere le proteste nell'Ucraina orientale è vergognoso: lo sostiene il ministero degli Esteri russo dopo l'annuncio in tv del presidente ucraino Turcinov. Mosca intende portare la crisi nel sud-est ucraino al Consiglio di sicurezza dell'Onu e all'Osce per una discussione urgente.
"In Ucraina è iniziata una guerra civile". Lo sostiene il deposto presidente ucraino Viktor Ianukovich da Rostov sul Don, in Russia, dove si è rifugiato dopo aver perso il potere in seguito alla rivolta di Maidan.

Operazione 'antiterrorismo' di Kiev - "L'operazione anti-terrorismo" lanciata dalle forze di governo pro-europee ucraine contro gli insorti armati filo-russi nell'est del paese ha provocato "morti e feriti da entrambe le parti". Lo ha annunciato il ministro dell'Interno di Kiev, Arsen Avakov, sulla sua pagina Facebook.

Lavrov, uso forza mina incontro Ginevra - Mosca ha ammonito che l'uso della forza da parte di Kiev nel sud-est dell'Ucraina rischia di far saltare gli sforzi per una soluzione diplomatica della crisi, compresa la riunione prevista il 17 aprile a Ginevra tra Usa-Russia-Ue-Ucraina.

Kerry a Lavrov, possibili altre conseguenze - Il segretario di Stato Usa John Kerry ha parlato al telefono con il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov e lo ha avvertito che se la Russia non prenderà "misure per ridurre la tensione nell'Ucraina orientale e non ritirerà le sue truppe dal confine" dovrà affrontare "ulteriori conseguenze". Lo rende noto il Dipartimento di Stato.

Rasmussen, molto preoccupato per tensione nell'est - "Sono estremamente preoccupato per l'aumento della tensione nell'Ucraina orientale. Vediamo una campagna di violenza concertata dai separatisti pro-Russia, che puntano a destabilizzare l'Ucraina come stato sovrano. La ricomparsa di uomini con armi speciali russe e uniformi anonime, come quelle indossate dalle truppe russe durante la presa illegale e illegittima della Crimea, è un grave sviluppo", così il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen.


Duro braccio di ferro Russia-Occidente al consiglio di sicurezza dell'Onu - Ennesimo durissimo braccio di ferro tra Russia e Occidente sulla situazione in Ucraina. Nel corso della riunione di emergenza svoltasi in serata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a New York, il vice segretario generale Onu per gli affari politici, Oscar Fernandez Taranco, ha affermato che la situazione nel Paese "è più esplosiva che mai", sottolineando che la Russia fronteggia il rischio di un allargamento della crisi nell'ex repubblica sovietica. Mentre a Sloviansk, nella zona orientale dello Stato, le truppe di Kiev fronteggiano i filorussi, l'ambasciatore britannico, Mark Lyall Grant, ha spiegato che immagini satellitari mostrano la presenza di 35.000-40.000 soldati russi alla frontiera con l'Ucraina.
"I media russi stanno diffondendo notizie da fiction, dobbiamo tornare a focalizzarci sui fatti - ha detto l'ambasciatrice americana, Samantha Power -. Siamo bombardati dalla propaganda mentre il popolo ucraino si confronta con la violenza". Power ha poi precisato come gli Stati Uniti sostengano "il principio fondamentale che il futuro dell'Ucraina deve essere determinato dal suo popolo". Gli Usa sono ancora disposti di discutere su come ridimensionare la situazione, ma nell'est del Paese, ha chiosato la delegata, "non ci sono manifestanti, ma soldati professionisti ben organizzati". Immediata la replica dell'ambasciatore di Mosca, Vitaly Churkin, il quale ha sottolineato che "ci sono cittadini di origine russa in pericolo in Ucraina per il rischio di ritorsioni nei loro confronti, e pertanto è necessario garantire la loro tutela". Churkin ha poi avvertito che "in poche ore la situazione potrebbe volgere al peggio". "Nell'est dell'Ucraina non ci sono gruppi di manifestanti pacifici, come la Russia sta cercando di far credere, ma ci sono gruppi di terroristi", ha invece affermato l'ambasciatore Yuriy Sergeyev, rappresentante permanente di Kiev al Palazzo di Vetro. "Nell'area orientale del Paese vengono applicate le stesse tecniche che sono state usate in Crimea, ma non lasceremo che si ripeta lo stesso scenario", ha continuato, reiterando la parola terrorismo in relazione alle operazioni ordinate da Mosca. La Cina conferma invece il suo orientamento neutralista sulla crisi ucraina: il delegato di Pechino, nel corso della riunione, ha infatti in un brevissimo intervento sottolineato che il suo Paese e' "profondamente preoccupato per la situazione in corso, e rinnova l'invito a trovare una soluzione alla crisi attraverso i canali diplomatici e del negoziato".









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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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