Ma rimanere qualche giorno a letto con l'influenza, è proprio un dramma? Non è che in alcuni casi forse c'e' un uso poco corretto del vaccino antinfluenzale?

di Domenico Iodice

Sin ad oggi non c'è una relazione diretta vaccino-decessi. Beatrice Lorenzin, ministro della Salute: “Negativi i primi test”


Mentre abbiamo innanzi il foglio elettronico ancora del tutto bianco e vuoto, appunto perchè intenzionati nel posare nero su bianco il nostro momentaneo pensiero, ci stiamo ricordando dei film di fantascienza, quando vediamo cose che reputiamo impensabili e rimaniamo basiti, o commentiamo dicendo che è solo un film di fantasia. Rammentiamo un telefilm in cui le persone si nutrivano di pillole, e il rito della cucina era completamente scomparso. E il pensiero si ricollega immediatamente al pediatra arrestato per aver convinto le madri a dare latte artificiale ai bambini al posto di quello naturale per poter intascare regali e guadagni extra. Ma c’è qualcosa di peggio di una mazzetta per cambiare latte.
Sono tredici le morti sospette in sette regioni, due lotti di vaccini bloccati in dodici regioni, cinque inchieste (a Siena, Siracusa, Prato, Chieti e Parma) e migliaia di persone che temono per la loro salute e quella dei loro cari. E' il bilancio, parziale, di una vicenda piena di incertezze che domani verrà affrontata anche in sede europea. L'Aifa ha infatti preparato una relazione che verrà consegnata all'Ema per l'esame da parte dell'Agenzia Europea del farmaco.
Ci saranno le indagini, si scopriranno cause, precise motivazioni ed eventuali colpevoli. Quello che però forse non capiremo mai, è il perché siamo divenuti tutti così ossessionati dalle malattie. E non stiamo parlando di ebola, del cancro, della SLA; stiamo parlando dell’influenza.
Venerdì scorso, mentre pensavamo a questo articolo stavamo parlando al telefono con il nostro caro ispiratore dell’ipse dixit (l'espressione è oggi utilizzata quando, in un discorso, si vuole evidenziare la bontà delle proprie opinioni in quanto sostenute anche da una persona comunemente riconosciuta come autorità in materia), e abbiamo ricordato i giorni di influenza quando eravamo bambini: tre giorni a letto, niente scuola, la mamma che ti portava pranzo e cena, tu che sonnecchiavi e guardavi cartoni animati come se non ci fosse un domani. Non immaginavamo che un giorno l’influenza potesse essere vissuta come una grave sciagura, o un evento da rifuggire come la peste. Cos’è successo poi? Perché abbiamo tutti questa fobia di ammalarci, tanto da accettare di farci inoculare virus o antigeni che evitino il contagio?
L’influenza, come tutte le malattie, può essere un modo importante che il nostro fisico ha di segnalarci uno scompenso. Una mancanza di vitamine, un periodo di stress, la necessità di cambiare alimentazione o di prenderci maggiormente cura di noi stessi. A questo non pensiamo più, l’importante è essere sempre sulla cresta dell’onda. Produrre, produrre, produrre; uscire, andare a lavorare, essere in forma; senza curarci delle reali esigenze del nostro corpo. 
Ci sono le eccezioni, come per tutto. E sono i motivi per cui questi vaccini sono nati e sono importantissimi per la salute: gli anziani, i bambini, le persone affette da patologie importanti e che hanno, di conseguenza, fisici debilitati o particolarmente bisognosi di prevenzione. In quei casi comprendiamo l’importanza del vaccino, la necessità di proteggerli, l’esigenza di rischiare una reazione allergica (anche meno estrema della morte) per evitare un’influenza.
Ma a tutti gli altri suggeriamo di pensarci un attimo. Non possediamo il sapere di un medico, non abbiamo la presunzione di dare pareri scientifici, né indicazioni sanitarie, ma restare a casa qualche giorno a guardare telefilm e, perchè no, anche i cartoni animati non è di certo un dramma; e pensare a come prendersi cura di sé in modo da arrivare in autunno in condizioni psico fisiche tali da non rischiare di ammalarsi può essere costruttivo e piacevole.









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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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