Movimento 5 Stelle, cambio di passo radicale. Propone cinque “vice”: Di Battista, Di Maio, Fico, Ruocco, Sibilia

di Domenico Iodice

Oggi Grillo fa un altro passo in avanti, segnando certamente una svolta nella vita del Movimento 5 Stelle: sul blog ha messo ai voti (fino alle 19.00) la nomina di cinque deputati che lo affianchino nella gestione e nel coordinamento del Movimento


Beppe Grillo non ha fucilato i due dissidenti. Non ha ordinato di manganellarli. Non ha frantumato le vetrine dei loro negozi. Non li ha violentati. Non li ha rovinati. Ha semplicemente detto loro – dopo essersi consultato con tutti gli altri – di abbandonare il progetto a cui non credono più. Niente di più nitido.
Lo scandalizzarsi dell’opinione pubblica italiana, di fronte all’espulsione dei “dissidenti” dal Movimento 5 Stelle, è quanto di più ignobile possa esserci e per due motivi, a nostro esclusivo parere: per prima cosa non ve ne si coglie il senso e nemmeno lo si cerca di comprendere; in secondo luogo lo si fa in malafede per screditare il condottiero Beppe Grillo.
Ma vi rendete conto che – se noi e voi lettori di Pontelatone 24h vogliamo fare una festa, e poi due di voi decidono che vogliono andare a giocare a bowling – l’unica cosa che noi possiam fare, di fatto, è quella di dirvi: “Andate pure”! Che senso ha tenervi all'interno del Movimento e sentirvi proferire per tutta la sera che giocare a bowling sarebbe stato meglio, che senso ha permettervi di fare i guastafeste? Nessuno.
Inoltre qua non stiamo parlando di una festa: ma stiamo parlando di un’idea politica completamente diversa dalle altre, quindi incomoda a molti. Beppe Grillo e il suo guru Casaleggio non possono assolutamente rischiar che l’idea del Movimento si annacqui dietro la falsa credenza della democrazia interna. Se qualche lettore-commentatore più fedele del nostro blog che sposa le nostre idee affinchè lo stesso sia utile a cambiare il pessimo modo di fare della politica latonese, non volesse cambiare Pontelatone come noi, anche noi saremmo portati a dirgli: “Forse meglio che le nostre strade si dividano qui, ora”.
I dissidenti espulsi potranno fare politica per tutta la vita, potranno candidarsi e battere il Movimento 5 Stelle, potranno fare quello che vogliono: ma non più nel Movimento, perché non condividono più le idee dello stesso. Che poi – se si parla dell’espulsione grillina – se ne parla in questi termini, mentre – se si parla delle divisioni all’interno del Partito Democratico, di Forza Italia o chissà chi altro – vengono presentate come cose più serie. Non è corretto! E bravo a Beppe Grillo che non transige, anzi, ottimo e che continui così.
Non siamo degli elettori del Movimento 5 Stelle, ultimamente ci siamo astenuti dal voto, badate bene, ma cerchiamo di cogliere la realtà per quello che è. O si condivide un progetto insieme, o se ne rimane fuori: Beppe Grillo non ha messo in croce i dissidenti, ma semplicemente detto questo e mi sembra di buon senso invece dei soliti compromessi e mille immobilismi che hanno rovinato la politica e il Bel Paese sin ad oggi.









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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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