Poste Italiane, cercasi oltre mille postini

di Domenico Iodice

Cercasi oltre mille postini. In arrivo un'altra infornata di assunzioni a tempo determinato targata Poste Italiane. In palio contratti della durata di due e tre mesi


Il colosso, che in vista dello sbarco in Borsa si appresta a varare il piano strategico Poste 2020, cerca su tutto il territorio nazionale più di mille figure (tra postini e addetti allo smistamento della posta) da inserire nel proprio organico nei primi mesi del 2015.

Rispetto alla gestione Sarmi il nuovo amministratore delegato Francesco Caio ha introdotto però delle novità che riguardano da vicino il recruiting di Poste Italiane: per potersi aggiudicare un contratto da postino non solo bisognerà essere laureati, ma sarà anche necessario aver ottenuto il diploma di laurea con un punteggio non inferiore a 102 su 110.

Anche in precedenza le offerte erano rivolte a diplomati e laureati, tuttavia la nuova valutazione minima da rispettare renderà senz'altro più ostico superare le selezioni. Inoltre, chi ha già lavorato per Poste Italiane verrà automaticamente scartato. Non sono previsti limiti di età. Quanto al numero delle persone che verranno assunte in realtà non è stato specificato dall'azienda, ma alla luce delle precedenti campagne di reclutamento di Poste Italiane s'ipotizza che verranno impiegati all'inizio del prossimo anno circa 1200 postini a tempo.

Per inviare la propria candidatura è sufficiente accedere al portale online di Poste Italiane nella sezione “Lavora con noi”. Oltre alla laurea conseguita con almeno 102/110 (per chi è in possesso di un diploma di scuola superiore il punteggio minimo richiesto dovrà essere superiore invece a 70/100) i candidati dovranno essere muniti di patente di guida e di un certificato di idoneità generica rilasciato dal proprio medico. 

Prevista anche una prova di idoneità di guida del motorino aziendale. L'azienda, oltre a postini e addetti allo smistamento dei pacchi, cerca poi figure di front end e figure commerciali multilingue: richiesta la conoscenza dell'arabo e del cinese.








Share on Google Plus

Autore: Domenico Iodice

Giornalista

0 commenti:

Posta un commento