Pier Paolo Pasolini, penna infuocata che scrisse il romanzo-inchiesta "Petrolio"

di Domenico Iodice

Petrolio” è un romanzo di Pier Paolo Pasolini, rimasto incompiuto, pubblicato postumo


Quando la curiosità ti spinge a scrivere “romanzi sul petrolio” sul motore di ricerca Google. Da qui la nostra sconvolgente scoperta che riguarda un tema attuale.
Pier Paolo Pasolini era un intellettuale eclettico che, però, non sembrava, coerentemente con la sua inclinazione poetica, artistica e letteraria, doversi o volersi interessare a temi e questioni che hanno prettamente a che fare con l’economia. Eppure, proprio nella sua analisi sul sottoproletariato e sulla società dei consumi del neo-capitalismo, trova la comune radice nella “nuova religione” economicista, alimentata dall’industria e dalle sue lobby finanziarie. Un Pasolini molto concreto, che si spinge, da solo, ad “indagare” sul ruolo svolto dal potere economico (petrolchimico) nella storia e nella politica italiana. Da questo interesse, nel 1972 nasce “Petrolio”, il romanzo-inchiesta (come riconoscerà Alberto Moravia) al quale stava lavorando poco prima della morte, avvenuta tre anni dopo. Nelle 522 pagine di appunti che ci sono pervenute Pasolini ipotizzò un ruolo nello stragismo italiano legato al petrolio e alle trame internazionali: “Perché delle varie componenti che formano oggi in Italia il mosaico fascista hanno un senso ‘unicamente’ quelle che vengono manovrate dalla Cia e da altre forze del capitalismo internazionale, tutto volto alla conquista dei mercati”.
Il romanzo omonimo verrà pubblicato postumo nel 1992. L’ombra dei potentati economici legati al petrolio ritornava in quei giorni, proprio in Italia, attraverso la rete di accordi trasversali per far guadagnare molto a pochi (plutocrati, aziende, parenti di ministri, amici, faccendieri…) e poco a molti (i cittadini, i lavoratori locali, ecc…) in un carosello collaudato e all’interno di un quadro già visto. Nonostante tutto, inquadrare i risvolti di quella vicenda all’interno di un quadro più grande, strappandosi le vesti (come alcuni esponenti politici sia di centrodestra che di centrosinistra fecero), è fuorviante, perché andava ad intaccare la stabilità del Governo, anziché mirare alla verità per i cittadini.










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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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