Brexit: il simbolo dell'oppressione europeista è stato abbattuto

di Domenico Iodice

Brexit: ma, comunque la si pensi, è stata una magistrale lezione di democrazia. Dovremmo farne tesoro

La vittoria della Brexit segue di pochi giorni la vittoria del Movimento 5 Stelle a Roma ed a Torino nel nostro Paese e cambia radicalmente la valutazione di quanto accaduto nel nostro recinto domestico domenica scorsa. Ormai appare più che evidente come sia in atto in tutto il Continente europeo una spinta popolare di rivolta contro le élites che guidano i governi dei vari Paesi della Ue e che molto spesso sono diretta emanazione delle élites di Bruxelles e di Strasburgo.
In Gran Bretagna, come in Italia e nel resto dell’Europa, questa rivolta è stata indicata come populista, reazionaria, razzista, nazionalista, oscurantista. A dispetto di questa evidente demonizzazione, però, la spinta cresce in maniera progressiva e l’esito del referendum inglese, che segue di pochissimi giorni il voto italiano, rischia di rappresentare il momento in cui la spinta popolare apre un varco nel quadrato delle élites ed incomincia a travolgerle con un impeto inarrestabile.
Nessuno dubita che il propellente di questa spinta sia la crisi economica che in tutta Europa ha spaccato in maniera netta tutte le società, allargando le differenze tra i privilegiati al potere ed un terzo stato formato da sudditi senza garanzie e soprattutto privi di qualsiasi speranza. Ma avere ben chiara la causa della rivolta non sembra aver favorito la soluzione delle conseguenze. Al contrario, le élites si sono sempre più arroccate a difesa dei privilegi. L’Europa è diventata agli occhi delle masse dei sudditi senza garanzie e speranze la Bastiglia in cui si sono richiusi i potenti incapaci di risolvere la crisi mitigando la forza dei grandi interessi che assicurano gli enormi vantaggi di cui godono. Ed ecco allora che su quella Bastiglia si è scaricata la Brexit, che è stata preceduta dal voto amministrativo italiano e che verrà inevitabilmente seguita dai voti che verranno prima in Francia e poi negli altri Paesi continentali.
La rivoluzione in atto ha due caratteristiche, oltre quella di essere la rivolta che parte dal basso e punta a colpire in alto. È realizzata senza alcun tipo di violenza, ma solo con il metodo democratico del voto. Ed è motivata dalla ripulsa di quella cultura politicamente corretta che è il tratto distintivo ed unificante di tutte le élites privilegiate presenti nel mondo occidentale, in Europa e negli Stati Uniti.
Insomma, si tratta di un cambiamento necessario, inevitabile, sacrosanto.













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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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