L’illusione democratica a stelle e strisce

di Domenico Iodice

È difficile rimanere seri di fronte alla campagna elettorale della “prima democrazia” del mondo. Cioè dell’America. Dove l’aggettivo “prima” non significa in ordine di tempo (l’Inghilterra viene prima), né in ordine di grandezza (l’India è circa quattro volte più popolata)

Significa che l’America, ossia gli Stati Uniti d’America, si considera in diritto di dettare le sue regole a tutti gli altri.
I due candidati a guidare questa "grande democrazia" si stanno accapigliando pubblicamente, prima ancora di contare i voti, accusandosi di ogni nefandezza. Che, se gli elettori americani sapessero cos'è la democrazia, non eleggerebbero mai né l'uno né l'altro e, anzi, comincerebbero a sparare sul quartier generale invece che ad ammazzarsi tra di loro in base al colore della pelle o della religione che professano. Ma poiché gli elettori americani della "prima democrazia" non hanno la minima idea di cosa sia la vera democrazia, evidentemente non se ne accorgono e, una piccola parte di loro finirà per eleggere uno di questi due che sono stati messi in vetrina da qualcuno che non si sa bene chi è.
Donald Trump ha recentemente accusato Hillary Clinton di essere nientepopodimeno che "il diavolo". Tra gli applausi dei suoi sostenitori che voteranno per lui pensando di votare per il Partito Repubblicano. Il quale partito non aveva nessuna intenzione di lasciarlo arrivare al punto in cui è, cioè alla soglia della presidenza, e si stanno mordendo le mani perché temono, loro più di tutti gli altri, che sia eletto.
Ma il record di questa campagna lo ha già battuto la moglie di Bill Clinton, la quale ha accusato Donald Trump di diverse "cosette" piuttosto pesanti. Primo: di essere "amico di Putin", cioè amico del nemico numero uno dell'America. In secondo luogo ha accusato Trump di avere usato i suoi legami di amicizia con Putin per entrare in possesso delle sue mail e di quelle del Partito Democratico. Che c'entri Putin con tutto ciò è impossibile da dimostrare. E infatti la Clinton non ha nessuna intenzione di dimostrare niente a nessuno. Le basta strillare ai microfoni di qualche televisione che Putin ha violato i segreti delle sue mail e li ha regalati al suo amico Trump per farlo eleggere alla presidenza della "prima democrazia" del mondo.
La truffa è talmente evidente (purtroppo per pochi) che perfino il Washington Post ha preso le distanze dalle accuse della candidata democratica contro Putin. Se non altro prendendo atto che è almeno un decennio che USA e Russia si controllano reciprocamente attraverso il web, e dunque è impossibile dire chi è stato il primo.
Adesso perfino Assange e Snowden passano in secondo piano. La colpa è solo della Russia, perfino se l'America elegge un presidente invece che un altro.
Ma ormai è l'inganno sistematico quello che decide le sorti delle elezioni "democratiche". Tutto il mainstream occidentale si è scatenato in accuse contro la Russia e contro Putin.
La signora Clinton usa Putin per cercare di vincere le elezioni negli USA; il mainstream occidentale è già istruito a usare Trump per incrementare la campagna russofobica che servirà alla Clinton per aumentare il livello dello scontro mondiale: contro la Russia, oggi, contro la Cina domani.














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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

2 commenti:

  1. direttore lei è un asino si scrive nientepocodimeno

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  2. Gli americani con la scusa di liberare i popoli sotto dittatura si pappano le risorse naturali.

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