Pontelatone ha tanta polvere da sparare, basterebbe una scintilla per trasformare l’indifferenza in speranza, lo sgomento in voglia di rivalsa

di Domenico Iodice

Voltare finalmente pagina, cambiare tutto: solo così il paese Pontelatone potrà ritrovare la speranza. Ma cosa significa voltare pagina, cosa significa cambiare tutto?


PONTELATONE – A Pontelatone vuol dire, banalmente, azzerare del tutto questa classe dirigente attraverso un rinnovamento radicale del personale politico, vuol dire cacciare i mercanti dal Tempio. Non può esistere mezza misura, nessuna proposta di cambiamento potrà risultare credibile nella misura in cui dovesse risolversi nella riproposizione degli schemi e delle logiche su cui sono state concepite le liste nel corso degli ultimi venti anni, nella riproposizione, anche solo parziale, di quella rappresentanza.
Il problema di oggi non sono solo gli stessi capibastone del tessuto civile del paese nella cabina di comando, così come quello di ieri non era solo Antonio Carusone. Ad entrambi vanno certamente attribuite colpe e responsabilità enormi ma il male che sta distruggendo Pontelatone è da ricercare in primo luogo nell’intreccio di interessi che nel corso di questi lunghi anni ha sistematicamente occupato il Palazzo municipale, piegando la rappresentanza istituzionale. Un sistema di potere composito che ha dimostrato di saper cambiare pelle, di trovare nell’indistinto, ovvero nel trasformismo spudorato, la via maestra per rigenerarsi di volta in volta, e che oggi, nello sgomento, nell’assuefazione e nella coscienza anestetizzata del paesino, si prepara a costruire la propria sopravvivenza.
Inutile illudersi, solo l’emergere di una proposta davvero altra rispetto a tutto ciò che questo quadro politico può offrire potrà restituire speranza a quel Pontelatone dormiente. In assenza di una opzione di questa natura, altri oltre quattro anni risulteranno ancora una volta molto più che sufficiente a quel sistema di potere per rigenerarsi, per cambiare nuovamente pelle, per procrastinare l’occupazione del Tempio da parte dei mercanti.
Nel corso di queste settimane trascorse, all'interno del gruppo “Amici di Beppe Grillo Pontelatone”,  si è aperto un dibattito sulla necessità di ricercare nel civismo la strada per un’alternativa finalmente radicale e credibile a questo presente e al passato che lo ha preceduto. La via può certamente essere quella, ma bisogna fare molta attenzione perché sino ad oggi, a Pontelatone e in tutta la Nazione, la bandiera del civismo è stata sistematicamente utilizzata come l’alibi dietro cui legittimare il trasformismo ed il mercimonio, la libertà dell’indistinto.
Il civismo è l’unica via ma il civismo che occorre a Pontelatone è di altra natura. Esso deve declinarsi in una “chiamata alle armi” vera, capace di sollecitare la libera e convinta disponibilità di competenze, esperienze ed energie diffuse e completamente estranee al gioco politico ed istituzionale, ad un progetto di rinascita per il paese Pontelatone riconoscibile, concreto, ispirato dall’ambizione di restituire a questa comunità il senso di normalità smarrito ed una consapevole tensione all’avvenire. Detta altrimenti una proposta chiara, fondata su pochi qualificanti punti, in ragione di una visione complessiva di ciò che questo paesino vuole essere, del ruolo che vuole recuperare in relazione al contesto Terra di Lavoro.
Ma la genesi di questo percorso, come detto, non può nascere dall’inerzia. Qualcosa deve accadere, è necessario un punto di rottura, un passo avanti risoluto ed autorevole. C’è un enorme capitale di energie e competenze, c’è un’enorme potenziale sopito. Pontelatone ha tanta polvere da sparare, basterebbe una scintilla per trasformare l’indifferenza in speranza, lo sgomento in voglia di rivalsa. Ma è tempo che quel paese si faccia avanti. Confidiamo nei tanti giovani puri.












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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

2 commenti:

  1. Caro Domenico urli nel deserto tanto ai giovani non gli importa un cazzo di pontelatone chiudi pure tu questo blog come ha fatto il vecchio Amedeo

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  2. Dite ad Amedeo che ha chiuso il blog che l'albo pretorio online non funziona da un mese e' questa la trasparenza di cui parlava la sindachessa?????

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