Dipendenti pubblici: all'interno esiste un esercito incompetente collocato dalla politica clientelare

di Domenico Iodice

In Italia vi sono complessivamente 3.232.954 dipendenti pubblici di cui il 44,19% uomini e 55,81% donne con contratti a tempo determinato pieno, con una quota limitata del 3,5% di part time (conto annuale 2014) 


Viene il gusto amaro in bocca a vedere tanti politici tuonare contro lo sfascio “dell’impiego pubblico”, come se le le regole vigenti non fossero state scritte da loro, come se non lo avessero sempre saputo. Furbetti, nullafacenti, falsi invalidi, oppure più semplicemente inutili nel soddisfare le più semplici richieste del cittadino-utente che affondano le radici nei sacrosanti diritti dello stesso. Sono figli della politica clientelare dei “finti tonti”, di chi cioè ha riempito lo Stato di gente ed enti che non servivano e non servono. Da decenni, da quando il mito del posto fisso ha devastato il Paese, si sa e si conosce il problema.
Voto di scambio, raccomandazioni, acquisizione del consenso viziata, oggi lo chiamano traffico di influenze. Per anni e anni Destra da una parte e Sinistra dall’altra pur di distribuire posti fissi hanno generato un apparato pubblico mostruoso, burocratico, immobile e dannoso. Solo da noi si sono creati enti, organismi, istituti a doppioni e triploni; solo da noi i contratti pubblici godono di particolarità rispetto a quelli privati. Del resto basta vedere i confronti, certe vergogne sono possibili solo nell’impiego statale e sono difficili da replicare nel privato. Difficile che nel privato si timbri per andare a spasso, difficile che ci si gratti la pancia (per non dire altro...), difficile ammalarsi di venerdì o lunedì. Difficile che nel privato si creino uffici passacarte e si tenga il giornale sulla scrivania, come è difficile che ci siano più persone di quante ne servono. Solo nell’apparato pubblico è stato possibile, perché per anni e anni la politica ha indossato la veste da gnorri (se preferite, quella dell'indiano), ha chiuso gli occhi, ha continuato a viziare il consenso con assunzioni inutili ed elettorali. Del resto ci sarà un motivo se lo Stato in larga parte non funziona, se la burocrazia è un’ossessione, se le file di attesa sono interminabili, se i servizi sono da Medioevo. Non si contano gli enti senza senso, gli organismi sovrapposti, gli uffici stravaganti, per non parlare delle Regioni, Province e Comuni.
Ecco perché sempre di più escono fuori quelle vergogne del tipo “Ospedale Loreto Mare”, che esistono da anni e per anni sono state sottaciute. Il mito del “paga Pantalone” lo ha creato la politica. A partire dalla Prima Repubblica hanno generato una cultura dell’assistenza devastante e inaccettabile. Anche per questo il debito e la spesa pubblica sono degenerati, l’efficienza è andata a farsi fottere (scusate), la burocrazia è divenuta un demone per i cittadini.
Occorre la cultura dello sviluppo, della legalità, del rispetto della cosa pubblica, dell’efficienza e soprattutto serve lo Stato minimo. Quello Stato minimo utile, efficace, rapido e concreto, in grado di aiutare e sostenere chi ha bisogno, chi ha diritto, chi sta peggio, chi si rivolge ai pubblici uffici per risolvere grattacapi e non per impazzire.
Urge un’altra politica, in grado di far rispettare diritti e doveri, necessità e bisogno, obblighi e incombenze. Solo così ne usciremo fuori e le vergogne dei furbetti, dei finti malati o invalidi, dei nullafacenti, o peggio ancora degli eterni mangiapane a tradimento, potranno cessare. Serve insomma la buona politica e non la politica degli gnorri o indiani, che a forza di far finta ci ha ridotti così: in un Paese vergognoso.












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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

2 commenti:

  1. Questo è un discorso troppo qualunquista, sarebbe troppo facile, fai una rasoiata di parassiti statali. abbassi gli stipendi e così ne esci dalla crisi, magari rafforzando le già troppe brutalità del privato, e tu lo sai bene cosa significa lavorare nel settore privato, il problema è molto più complesso.

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  2. Sono un ammiratore del m5s e vorrei far notare che, troppo spesso, il movimento parla di rovesciare i politici ma vorrei far notare, soprattutto a livello locale, che le porcherie non sono esclusiva dei partiti nella persona di sindaci o assessori, in carica 5 anni se non vengono riconfermati, ma il problema maggiore sono i funzionari che da decenni gestiscono il bene pubblico e rilasciano permessi e licenze. E' qui che si formano lobby e si ricattano i cittadini. Occorre prendere visione di appalti e permessi, parlare con gli "esclusi" e poi far pulizia. Credetemi, per cambiare il sistema occorre partire da questo settore, il resto crolla da solo. Auguri! Agostino

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