Latina, pubblicano un fotomontaggio che ritrae un Balilla che fa pipì sull'immagine di Laura Boldrini: dieci denunciati dalla polizia postale


di Domenico Iodice

Laura Boldrini mette al bando l’ironia


Denunciati per una vignetta su Facebook. E’ quanto accaduto a dieci persone che hanno postato un fotomontaggio sul popolare social network che raffigura un piccolo Balilla urinare sull’immagine di Laura Boldrini. La Polizia Postale di Latina ha aperto un’inchiesta che ha portato alla denuncia dell’autore della vignetta e di coloro che hanno contribuito a diffonderla su Facebook. Il procedimento sarebbe scattato d’ufficio all’ipotesi di reato di “diffamazione contro un corpo diplomatico”.

Ma è quantomeno curioso che l’inchiesta sia scaturita a pochi giorni dall’avviso del Presidente della Camera che aveva minacciato di procedere legalmente contro chi la diffama, la offende e la umilia sui social. La Boldrini quindi non sarebbe intervenuta direttamente in questo caso, ma sono evidenti i primi effetti della sua ultima uscita mediatica. Per una vignetta ironica, come se ne trovano a migliaia ogni giorno su internet, dieci persone sono state denunciate.

In pratica si può scherzare su chiunque, su Laura Boldrini no. Lei può lasciare intendere di voler abbattere monumenti storici, ma nessuno può criticarla facendo dell’ironia per quanto a volte di cattivo gusto. Se poi qualcuno azzarda un accenno addirittura ad un cattivissimo Balilla fascista, scatta l’immediata denuncia.

Boldrini contro i monumenti fascisti

Laura Boldrini non lo sa, ma probabilmente se passasse l’idea di radere al suolo tutti gli edifici, i monumenti e le opere pubbliche realizzate durante il Ventennio dai fascisti, l’Italia sarebbe ridotta a una città post-atomica, praticamente un rudere con macerie in ogni angolo delle principali città italiane. 

Un monumento fascista puó, in linea teorica, essere storicizzato qualora la riprovevole ideologia politica che rappresenta non venga piú sostenuta o appoggiata attivamente o passivamente nel tempo presente. Storicizzati tali monumenti, gli italiani stessi riconosceranno questi relitti come un marchio negativo della propria nazione. E se proprio si devono distruggere, devono essere sempre gli italiani a richiedere la rimozione degli stessi. 

Anche perchè quando un'azione è imposta da un solo soggetto, questa si che è vera e propria dittatura.

















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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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