Alvignano, nuova amministrazione comunale: sotto l'albero di Natale solo parole vuote

di Domenico Iodice

Pagella di fine anno: giudizio negativo per l'ex provveditore agli studi Marcucci. Voto: 3


ALVIGNANO – La gioiosa atmosfera natalizia, che in genere avvolge il periodo delle feste di fine anno, questa volta appare rarefatta dei tanti problemi che assillano gli alvignanesi. In primis la carenza di lavoro e la disperazione di una miriade di famiglie riducono la corsa al regalino e mettono a rischio perfino gli affetti più cari. È un Natale diverso, un Natale triste che sconta già il secondo semestre 2017 di scelte politiche sbagliate dell'amministrazione comunale di Alvignano targata Marcucci, un semestre pregno di perversi intrecci di dubbia moralità, di tutela di interessi personali per pochi addetti ai lavori a danno della collettività e dei soggetti più deboli abbandonati al loro destino. Promesse, promesse e ancora promesse mai mantenute dalla classe dirigente attuale che in più occasioni ha fatto ridere l’intera alta Terra di Lavoro con le sue ”barzellette amministrative” offendendo la serietà e l’intelligenza degli alvignanesi. È la stessa gente che in campagna elettorale prometteva benessere e lavoro per tutti. Non rammentate più? Nel terzo millennio non è da paese civile e democratico emarginare i più deboli, i diversamente abili, i precari e i senza lavoro. Per loro sarà un Natale amaro e di certo non crederanno né alla Befana né alle promesse elettorali sbandierate reiteratamente proprio da chi depone in campo scelte politiche deleterie e spesso imbarazzanti.

Ogni anno le parole melense usate per dispensare i consueti auguri di Natale si ripetono come le formule standardizzate dei biglietti in cartoleria. Sono talmente tutte uguali che nemmeno le sentiamo più. Un po’ come i richiami alla responsabilità civica ed istituzionale: se ad ogni appello corrispondesse un cenno, anche minimo, di impegno e consapevolezza, da parte di tutti, questo mondo sarebbe davvero un posto migliore.

E lo sarebbe anche il nostro Alvignano.

La verità è che le parole sono oramai talmente tante e talmente tanto inflazionate da aver perso molta della loro capacità di incidere, di lasciare un segno indelebile.

Non si sono neanche accorti dell’indifferenza totale degli elettori alle prese con i drammatici problemi di sopravvivenza. Dopo un primo semestre di malgoverno il distacco dei cittadini dalla politica locale è diventato pressoché totale e, forse, irreversibile grazie agli incapaci che si sono travestiti da politici e da governanti, ma tali non sono. I primi mesi dell'amministrazione Marcucci hanno già creato un ben visibile ammasso di macerie economiche, produttive, sociali, etiche e morali.

Auguriamo agli attuali governanti di Alvignano di imparare a fare un uso più parsimonioso delle chiacchiere per lasciare più spazio all’impegno: quello agito e non raccontato.












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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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