Pontelatone, ennesima e costosa anticipazione di cassa. Nel corso degli anni addietro zero misure straordinarie per generare flussi di cassa in grado di azzerare l’anticipazione di tesoreria

di Domenico Iodice

Municipio, cassa vuota, nuova anticipazione di tesoreria pari a 366.744,59 euro

PONTELATONE – Il continuo ricorso ad anticipazioni di tesoreria instaura di fatto un circolo vizioso, tale per cui da un lato l’Ente beneficia di liquidità grazie all’erogazione delle somme richieste, dall’altra si indebita con l’Istituto tesoriere. 

La cassa del Comune è di fatto vuota. Letteralmente priva di denaro. L’Ente soffre una carenza di liquidità che è diventata ormai cronica e rischia di paralizzare l’attività amministrativa. La mancata capacità gestionale economica dell'amministrazione Esperti, sta contribuendo a complicare una situazione già emergenziale di per sé.

La crisi finanziaria, dunque, si fa sempre più asfissiante e la giunta Esperti prova a correre ai ripari. Il cittadino medio si potrebbe domandare, ma cos’è l’anticipazione di cassa? Tralasciando un attimo le definizioni tecniche possiamo riassumerlo in parole povere: l’Ente Comune si trova in un momento di crisi di liquidità e per far fronte agli impegni, come ad esempio il pagamento degli stipendi, ha richiesto un prestito temporaneo da saldare entro il 31 dicembre 2018.

Per tamponare la crisi di liquidità, con delibera numero 87 del 6 dicembre 2017, ha disposto una anticipazione di cassa pari a 336.744,59 euro.

La legge consente agli enti locali di usufruire di anticipazioni di tesoreria entro il limite massimo pari ai tre/dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente afferenti ai primi tre titoli di entrata del bilancio.

Aumentando le anticipazioni, lievitano di conseguenza anche gli interessi che il Comune deve pagare all’Istituto tesoriere, cioè la banca.

Il continuo ricorso ad anticipazioni di tesoreria instaura di fatto un circolo vizioso, tale per cui da un lato l’Ente beneficia di liquidità grazie alla erogazione delle somme richieste, dall’altra si indebita con l’Istituto tesoriere, che gli corre in soccorso ma poi giustamente pretende la restituzione delle somme anticipate e pure gli interessi.

In questo scenario, la gravissima crisi finanziaria del Comune di Pontelatone è destinata ad “autoalimentarsi” e a prosciugare sempre di più l'ormai asfittica cassa comunale.

Sintomo inequivocabile della drammatica situazione economico-finanziaria del Comune sono anche i ritardi con cui vengono approvati i bilanci. In extremis, quasi il giorno prima della scadenza.

Allo stato dei fatti, le questioni su cui riflettere, non sono assenti: il Comune di Pontelatone negli ultimi anni non corrisponde più un numero importante di stipendi, una somma ingente di denaro che non esce più dalla cassa dell'Ente. E' chiaro a tutti il concetto tanti stipendi non più elargiti? 

I tributi comunali continuano a lievitare a danno dei cittadini. Entrano più quattrini nella cassa comunale.

Nonostante tutto questo il Comune continua ad avere problemi di risorse economiche, non si riesce a far fronte alle spese ordinarie e fondamentali. E da qui l'ennesima anticipazione di tesoreria pari a 336.744,59 euro.

L'oscura ombra del Gattopardo avvolge Pontelatone

In un buon romanzo, Il Gattopardo, che non è tra i nostri preferiti per la collocazione di chi racconta, il principe di Salina trae dalla Storia (l’Unità d’Italia, i nuovi padroni piemontesi) una morale acida e amara. Essa è di constatazione ma è anche, in sostanza, per il principe e per i finti vinti come lui è, di insegnamento o meglio di incitamento a sapersi adattare al nuovo corso. La frase è diventata proverbiale, ma in questi giorni non ci è capitato di vederla citata dai finti riformatori della politica latonese. Dice che tutto deve cambiare se si vuole che non cambi niente, che non cambi l’essenziale. Dice, per l’esattezza: “Perché tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

Nulla cambierà davvero a Pontelatone? No. Ma la speranza è l’ultima dea, e questa dea è bene onorarla e pregiarla sempre, nonostante le lezioni e le punizioni della realtà, è bene aggrapparsi a quel che di buono il futuro può offrirci e difendere e proteggere il poco che ci convince. Ma è anche bene guardare agli spostamenti della politica latonese con qualche diffidenza, per non farsi fregare un’ennesima volta e perché sarà molto difficile che qualcosa possa davvero cambiare con questa classe dirigente attuale, con i rappresentanti che vi siete dati, con le piccole e grandi complicità che avete collezionato nei passati vent’anni delle vacche grasse (per alcuni grassissime).

Di tutto questo andrebbero rimproverati anche gli oppositori che si sono succeduti nel corso degli anni, che crediamo corresponsabili della miseria morale, economica e politica del nostro paese e di noi tutti, e che, su questo ci si potrebbe giurare, non cambierà negli anni a venire né il pelo né il vizio. Ma l’argomento è troppo grave per risolverlo in due battute, e bisognerà ritornarci.












Share on Google Plus

Autore: Domenico Iodice

Giornalista

4 commenti:

  1. Non è una novità che il comune non ha soldi, ma mi fa strano che venga fuori questo decreto, Adriana dovrebbe aprire gli occhi, questa situazione gli e sfugita di mano, e poi e stato fatto a posta per far si che questa amministrazione cada, e si ripresenti Carusone e Franco, ma spero con vivo cuore che i paesani capuscano che non debbano più votare questi individui che fanno la bella faccia prima e dopo averli votati non ti conoscono nemmeno, Forza Adriana sei l'unica a valere in questa finta maggioranza

    RispondiElimina
  2. dell' acqua radiattiva nessuno se ne fotte?????????????????

    http://www.paesenews.it/?p=108844

    RispondiElimina
  3. Ancora che teniamo questa gente sul comune? Bisogna mette le firme per mandare questa gente a casa, magari si fa qualcosa di utile per noi e per la cittadinanza, cmq che il comune non avesse soldi di sapeva da un po', che poi loro fanno degli eccessi, (tipo le tazze con il logo del Comune e gli auguri) il male e all interno, la sindaca sarebbe anche ingamba ma e la breve che ha intorno che non vale un cxxx, mandiamo a casa Carusone Franco e vedete che si sta meglio
    Dimissioni dimissioni

    RispondiElimina
  4. quando antonio carusone si è insediato per la prima volta come sindaco di pontelatone , se non ricordo male circa 15 anni fa , ad accompagnare quello che poi non si sarebbe rivelato niente altro che uno stormo di rapaci avvoltoi , fu un entusiasmo commovente . sembrava davvero che la rivoluzione dei diritti e dei sogni potesse concretizzarsi . sappiamo tutti come è andata però

    RispondiElimina