Pontelatone, scrutatori elezioni politiche 2018: ai seggi anche la figlia del consigliere comunale

di Domenico Iodice

La storia parte con la recente riunione della commissione elettorale, organismo chiamato a indicare gli scrutatori in vista delle elezioni del prossimo 4 marzo

PONTELATONE – Dura polemica da parte di molti cittadini di Pontelatone sulle decisioni della commissione elettorale in merito alla nomina degli scrutatori per le prossime elezioni politiche 2018.

Domenica 4 marzo si vota e come capita in queste occasioni bisogna nominare gli scrutatori.

La nomina è compito di una commissione elettorale che si riunisce in pubblica adunanza nella sala consiliare del Comune di Pontelatone e assegna gli incarichi per le 2 sezioni elettorali presenti nel territorio del Comune.

La nomina degli scrutatori avviene attualmente tramite la chiamata diretta, non estratti casualmente dietro sorteggio.

L'indennità per gli scrutatori per le prossime elezioni sarà di 145 euro.

Un piatto succulento, da far venire l’acquolina in bocca, e pazienza se non sono posti in qualche consiglio di amministrazione ma solo incarichi da scrutatore al seggio. Sempre di nomine si tratta, quindi un’occasione per “piazzare” parenti ed amici. Peraltro le norme in questo caso lasciano un ampio margine di discrezionalità, va chiarito, ma la polemica scoppia lo stesso perché al di là delle regole c’è una questione di opportunità.

Si è passato il limite della vergogna, del pudore oltre il quale nessuno in precedenza aveva mai osato spingersi; difatti la commissione elettorale comunale, presieduta dal sindaco Esperti, è stata in grado di individuare un elenco di scrutatori nel quale compaiono figli e parenti dei consiglieri comunali.

Le scelte dirette sono previste dall'attuale ordinamento e nelle scorse settimane alcuni Comuni italiani, si erano aperti alla trasparenza proprio per evitare polemiche o proteste.

Ma Pontelatone, come molti altri, ha scelto una via alternativa.

Senza scomodare eventuali aspetti non solo morali rilevanti in tali comportamenti, non possiamo esimerci dallo stigmatizzare la degenerazione di alcuni componenti della locale classe politica latonese, capaci di mostrare una voracità che si pensava avesse un limite almeno nella forma.

Il cittadini di Pontelatone sperano sin da ora che si farà quanto possibile in futuro per scongiurare il ripetersi di simili indecorosi comportamenti, sensibilizzando i consiglieri comunali affinché, dai banchi dell’opposizione, adottino tutte le iniziative possibili per ricondurre ad un accettabile livello di autorevolezza un’istituzione, quale la commissione elettorale del Comune di Pontelatone, così gravemente svilita nel ruolo e nell’immagine.

















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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

7 commenti:

  1. Buongiorno, egregio sig. Iodice, ci ha descritto così bene il meccanismo che viene usato al comune di Pontelatone, per scegliere i scrutatori, è ha sottolineato benissimo, come un consigliere di maggioranza, abbia inserito la propria figlia, tra gli scrutatori,e si è dimenticato nel suo articolo di evidenziare che nel seggio di Pontelatone, un altro consigliere,di opposizione, Giuseppe Sdanca, faceva il segretario,io non so se il segretario sdanca sia una persona bisognosa, ma non ritengo giusto che Lei abbia omesso di scriverlo, sappiamo benissimo che è un suo intimo amico, ma questo a mio parere non la giustifica nei confronti di noi lettori.

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    1. Adriana doveva essere la soluzione..invece sta diventando il problema di pontelatone

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    2. Ecco qua problema risolto...felici e contenti

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    3. Il problema di Pontelatone è risolto...

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  2. Il segretario é scelto dal presidente del seggio ,non c'entra nulla .Non sapete piu9come attaccarci.
    Il popolo sovrano e grida a gran voce dimissioni dimissioni dei consiglieri Izzo Franco e il Sindaco (pardon) consigliere Carusone ,lapsus freudiano
    Dimissioni dimissioni

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  3. CHE MISERIA MORALE I NOSTRI AMMINISTRATORI

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  4. Il presidente del seggio sceglie il segretario, e il consigliere sdanca poteva benissimo rinunciare all'offerta visto che già è un dipendente statale, e non sembra una persona bisognosa. Per 145 €, e due giorni di assenza giustificata dal lavoro, ha dimostrato di essere alla pari del consigliere che nel seggio ci ha infilato la figlia e il nipote, parliamo tanto di moralità, e poi ci perdiamo per un misero piatto di lenticchie.

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