Pontelatone, bilancio di previsione 2018-2020 non approvato: il suicidio politico di Antonio Carusone


L'editoriale del Direttore

Bilancio di previsione 2018-2020 non approvato: l'ex sindaco Antonio Carusone ha scelto un bel modo per suicidarsi politicamente


PONTELATONE – Quella di Antonio Carusone è una autentica vendetta contro il sindaco di Pontelatone Adriana Esperti. Un'amministrazione che lavora per Pontelatone e i problemi dei cittadini possono attendere, Carusone ha altre priorità: riprendersi il ruolo politico che pensa gli sia stato scippato ingiustamente. E così, non facendo approvare il bilancio di previsione all'ultimo consiglio comunale, si rimangia le ennesime finte parole pronunciate in campagna elettorale durante il comizio in piazza a Pontelatone (noi di Pontelatone 24h conserviamo ancora gelosamente quelle idilliache parole che lasciavano intendere “benessere per tutti”). Il suo gesto politico è stato un clamoroso licenziamento delle buone intenzioni del nuovo sindaco di Pontelatone, Adriana Esperti.
L'amministrazione Carusone ha collezionato circa 15 anni di insuccessi politici, amministrativi e, sulla scorta di questo dato di fatto inconfutabile, vuole impedire ad altri che riescano dove lui ha fallito clamorosamente. Solo così spera un giorno di riprendersi quel potere e quegli onori che ritiene gli spettino e che soli posso dare senso alla sua vita politica (se mai ne ha avuto una, visto che ad oggi non esiste segno tangibile produttivo visibile di questo politico improvvisato). Per lui è solo una questione personale. Secondo Carusone il sindaco Esperti “è inadeguato a ricoprire una carica istituzionale tanto importante”, come se lui fosse entrato nel Guinness dei primati per gli obbiettivi raggiunti per Pontelatone e la sua comunità in questi circa 15 anni in veste di governante del nostro piccolo paese. Il suo ego abnorme non gli permette nessun vero esame di coscienza, ma solo rilanciare la posta per imporre al paese intero il suo genio incompreso. Una vera e propria deriva politica suicida sua, di “chi gli appartiene” ma anche di tutto il suo elettorato. E sembra davvero incredibile che qualche giovane del paese che si è avvicinato alla politica alle ultime elezioni comunali, possa politicamente estinguersi per mano di un tale personaggio senza battere ciglio. Carusone lo conosciamo bene come sindaco di Pontelatone, non ha prodotto mai niente di buono per il paese negli ultimi 15 anni, eppure forse crede ancora che tale strategia suicida verrà premiata dagli elettori latonesi. Non resta che attendere le prossime elezioni comunali, quando saranno proprio gli elettori latonesi nel redigere il foglio di via definitivo dalla Casa comunale di Pontelatone. Quanto riguarda i suoi ciechi fedelissimi, può darsi che davanti alla prospettiva di un suicidio politico collettivo ritrovino la dignità personale per sottrarsi a tale mesto destino. Se così non sarà Pontelatone non avrà perso nulla.
Invece, gli elettori che “appartengono” ad Antonio Carusone e che credono ciecamente in lui come capo politico illuminato di Pontelatone e specialmente della frazione Treglia, non vedono l’ora di incorrere nella più clamorosa sconfitta elettorale insieme a lui. Mentre gli elettori liberi, invece, sceglieranno il vero cambiamento, ribellandosi all'incapacità nel silenzio delle urne.
Solo le urne potranno spazzar via l'inadeguatezza di Carusone e dei carusoniani fedelissimi. E se così sarà, Pontelatone non avrà perso nulla. Anzi, prenderà vita un Risorgimento latonese.

















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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

1 commenti:

  1. Un amministratore può ignorare tante cose, ma non la storia del suo paese. Troppo spesso i nostri amministratori non sanno, non hanno competenze politiche. Sono piuttosto attratti da una politica inconsapevole. È un po’ così in tutte le amministrazioni della zona. Si vuol troppo strappare alla cosa pubblica. Questi uomini incarnano la responsabilità che il presente ha nei confronti delle più importanti conquiste ed eredità del passato. Una responsabilità diffusa che non esime gli stessi cittadini che Pontelatone divide, con caustica efficacia, in due categorie fondamentali: i cittadini e i clienti. I cittadini sono coloro che normalmente votano. I clienti, invece, quelli che come un gregge continuano a seguire chi li ha protetti per il passato e da cui sperano ancora protezione e riguardo. Una parabola della storia non solo di Pontelatone ma dell’intera Italia. Niente altro da aggiungere, il direttore di questo interessante sito ha illustrato il quadro egregiamente. Solo il tempo potrà dire, già all’indomani del voto ormai prossimo, se la lezione sarà stata minimamente colta o se, piuttosto, l’ennesimo delitto sarà compiuto, a spregio di chi verrà dopo di noi. Forse in futuro scriverò ancora qualcosa su questo giornale locale molto interessante.

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