Caso Assunta Montanino: incoerenza a 5 Stelle firmata Luigi Di Maio


di Domenico Iodice

Occorre reagire. Battere un colpo. Rigovernare il consenso via social. Giocare le solite carte dell'ipnosi mediatica. E' partita la controffensiva del Movimento 5 Stelle per parare la “botta” della storiaccia evidenziata con lo scoop de “il Giornale” sull'incarico pubblico – a segretaria al Mise – assegnato da Luigi Di Maio alla sua compaesana Assunta Montanino, 26 anni, per un compenso di 72.000 euro l'anno


L'amica di un ministro che viene assunta come segretaria al ministero (72.000,00 euro all'anno), il figlio di un professore universitario che vince il concorso come docente nella stessa facoltà del padre, il nipote del primario appena laureato e già assunto in un ospedale dove non si rinnovava il personale da qualche lustro.

Quante di queste storie abbiamo letto e commentato con sprezzante rabbia, quante volte abbiamo parlato di una meritocrazia calpestata, delle speranze disilluse di quelli che purtroppo sono figli di “nessuno”. Riflessioni giuste e sacrosante.

Può capitare e a chi non è capitato di commentare almeno una volta nella vita: “Ma a questo chi l’ha messo qui?!”. La risposta è semplice a “piazzarlo” è stata la nostra stessa mentalità, una mentalità che va scardinata alla radice. La rivoluzione deve partire dal basso, senza ipocrisie, ognuno nel proprio piccolo dovrebbe agire facendo valere la semplice regola della meritocrazia. Così è meglio insegnare ai proprio figli che nella vita le cose si ottengono con sacrifici e lavoro e non con le “raccomandazioni”. Loro potrebbero essere i primari, i ministri del lavoro, i professori del domani che, però, solo in una società meritocratica saranno riusciti a diventarlo pur essendo figli di “nessuno”.

La contraerea pentastellata spara i suoi colpi volti al depistaggio e alla distrazione di massa con spruzzatine di complottismo e gli immancabili colpi di coda del vecchio potere.
E tornando ad Assunta Montanino, la giovane collaboratrice non ha esperienza, un curriculum trascurabile e non si conoscono i criteri attraverso i quali, il capo ha scelto lei.
Certo la normativa dice e stabilisce chiaramente che si tratta di un incarico fiduciario e di scelta diretta del ministro. Sulla carta non c'è nulla di illegale, tutto è legittimo.

Ma c'è una contraddizione: il Movimento 5 Stelle da sempre per la scelta dei collaboratori si è affidato al bando pubblico, all'analisi dei curriculum, ai colloqui e alla scelta collegiale. Lo slogan era: "Noi siamo diversi, conta il merito, la competenza e la trasparenza".

Per giustificare l'ingiustificabile si mesta nel torbido, chiacchiere fumose del tipo: il papà denunciò gli usurai e incontrandolo conobbi la figlia. Nacque l'idea di concedere alla Montanino un'opportunità con un incarico di stage alla Camera dei Deputati quando, Di Maio era vicepresidente. Addirittura si parla di "illazioni" e di un attacco che affonda le sue radici nel "sessismo". Insomma, gli stessi fenomeni messi in campo da una vecchia politica logora ed inconcludente per parare il colpo e che il Movimento 5 Stelle a sempre combattuto. 

Tutto e il contrario di tutto perchè si scopre che proprio Assunta Montanino in realtà sia la compagna di Salavatore Barca, fedele braccio destro del leader del Movimento 5 Stelle, un Mr Wolf, pronto a risolvere i problemi. E proprio Barca è l'inventore del micro credito rivolto alle piccole e medie imprese, il cavallo di battaglia della propaganda dei pentastellati.

E' un retroscena non da poco tanto è vero che – qualcuno interno al Movimento 5 Stelle – ne era già a conoscenza e ieri con un post avvelenato a caratteri cubitali è apparso: "Pomigliano D'Arcore".

Una intramuscolare che ha scatenato l'ira funesta di Valeria Ciarambino, consigliera regionale in Campania, luogotenente del capo supremo e in caduta libera nel borsino dei possibili candidati alla corsa per la poltrona di presidente della Regione.
A lei si preferirebbe una figura come Vincenzo Spadafora, attuale deputato e sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
Ne è nato via web uno scontro durissimo che la dice lunga sullo stato d'animo degli attivisti pentastellati di storica data che stentano a crederci.

La notizia dell'incarico alla Montanina ha creato sconquasso, turbamento e agitazione tra gli stessi attivisti della prima ora – in particolare – il meetup di Pomigliano D'Arco, fortino di Luigi Di Maio.

Piccole crepe che con il tempo stanno diventando vere e proprie voragini. Il Movimento 5 Stelle versione governativa – targato Luigi Di Maio – non inizia a piacere neanche ai più onesti e affidabili attivisti.

Nella scellerata scelta di Luigi Di Maio di collocare una sua amica al ministero come segretaria, ci sono i vizi della vecchia politica, l'arroganza dell' io imperante, la trascurabile azione politica adagiata tra il dilettantismo e l'ignoranza e la certezza granitica che gli attivisti pentastellati faranno finta che nulla sia mai successo. 














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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

5 commenti:

  1. E pensare che Di Maio aveva detto <>. Ha cambiato idea in fretta

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    1. Perchè avete eliminato una parte del commento?? Di Maio disse che voleva censire i raccomandati.

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  2. Bello, tutto tra amichetti, come in tutti i governi precedenti. Veramente un gran segno di cambiamento.

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  3. Lo scandalo? forse esiste, forse no, ma la meritocrazia tanto sbandierata prima che fine ha fatto? ah! già, ho capito, si è infranta davanti al muro dell'ipocrisia, forse un concorso, forse una graduatoria andava fatta, altrimenti, sei uguale a coloro che fino a ieri criticavi come la casta.

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  4. I grillini hanno ricevuto con le elezioni in Parlamento, una vagonata di soldi in testa. Non possono sapere cosa significa guadagnare un euro alla volta e risparmiarli uno ad uno. E' una vincita alla lotteria e vogliono distribuire la manna a fidanzate, parenti, amici: come il PD, come l'ex DC, come tutti insomma. Come andare dal mugnaio, ti infarini per forza.

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