Operazioni "Siderno Connection e Acerto". Capua, Mario Tirozzi scagionato dai reati che gli venivano contestati


di Domenico Iodice

Scagionato definitivamente dalle accuse perchè estraneo ai fatti

Era il settembre del 2015, quando un giovane imprenditore del settore floreale di Capua, Mario Tirozzi, classe 1984, viene coinvolto in un traffico internazionale di droga. Il Tirozzi, all'epoca dei fatti, come tanti imprenditori italiani, intratteneva relazioni commerciali sia in Italia che all'estero con altre aziende dell'ambito floreale. Da qui i grattacapi. Ma veniamo ai fatti di cronaca giudiziaria dell'epoca: la procura della Repubblica di Reggio Calabria emette un provvedimento di fermo nei confronti di 35 persone a cui viene contestato il reato di associazione mafiosa, ricettazione aggravata, traffico internazionale di sostanze stupefacenti, cessione continuata di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi da guerra e intestazione fittizia di beni. Le indagini coinvolgono le famiglie Comisso e Crupi. All'epoca dei fatti, i Crupi, possedevano due rilevanti aziende attinenti al settore fioristico a Latina e in Olanda. Dai Crupi nasce il coinvolgimento di Mario Tirozzi, in quanto, intratteneva relazioni lavorative con gli stessi. Il giovane capuano a settembre 2015 fu sottoposto a custodia cautelare in carcere e vi rimane sin a luglio 2017, dopodichè la Corte d'Appello di Roma gli concede gli arresti domiciliari. In primo grado di giudizio viene condannato a 7 anni di reclusione a tergo del rito abbreviato. A novembre 2017, la prima citata Corte d'Appello, riconosce a Mario Tirozzi la sua totale estraneità ai fatti di droga e lo scagiona definitivamente.  














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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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