Pomodorino verneteca: storia, tradizione e cultura enogastronomica sannita


di Domenico Iodice

Il pomodorino verneteca si può trovare sui mercati settimanali dei paesi in cui è coltivato, ma la maggior parte del prodotto è destinata al consumo familiare

La Valle Telesina, in provincia di Benevento, custodisce la tradizione, tramandata di generazione in generazione, della coltivazione del pomodorino verneteca, un prodotto poco conosciuto ma ricco di sapore che si distingue per la sua buccia di colore giallo, per la sua capacità di sopravvivere all'aria aperta anche in inverno e per il suo sapore delizioso che rende ogni ricetta una vera prelibatezza.

Non ci sono notizie certe circa le origini del pomodorino verneteca tipico dell'Appennino Sannita, ma quel che è certo è che si tratta di un vero e proprio "affare di famiglia" perchè la coltivazione di questa varietà è stata tramandata nel corso del tempo di generazione in generazione ed era destinata prettamente all'autoconsumo. Purtroppo, nel corso del tempo, lo spopolamento delle aree interne, la concorrenza di altre varietà e l'introduzione di nuove tecniche di conservazione ne hanno decretato un progressivo abbandono che l'ha reso, oggi, un prodotto di nicchia, sebbene ultimamente riscoperto ed apprezzato in ambito gastronomico.

Il nome di questo pomodoro deriva da una delle principali peculiarità che lo distinguono dalle altre varietà. Vanta, infatti, una buccia di una consistenza che ne consente la conservazione all'aria aperta ed il consumo crudo anche durante l'inverno. Per questo motivo gli agricoltori lo hanno denominato "vernino" o "verneteca".

Il pomodorino verneteca sannita è una varietà "da serbo" riconducibile, con ogni probabilità, alla famiglia dei ciliegini. E' piccolo e tondo, lievemente schiacciato in prossimità dell'apice, anche se alcuni esemplari possono presentare, invece, forma appuntita. La polpa, di colore rosato, è avvolta da una buccia di colore giallo di tonalità più o meno intensa molto croccante. E' ricco di vitamina C e si distingue per il sapore gradevolmente acidulo.

La coltivazione del pomodorino verneteca è ancora oggi completamente manuale, effettuata con l'aiuto di pali di sostegno e fili. L'inizio del processo di produzione coincide con il mese di maggio ed il raccolto, di tipo scalare, comincia, invece, con il mese di agosto per poi protrarsi sino a tutto quello di settembre. Una volta ultimate le operazioni di raccolto, i pomodorini vengono intrecciati tra loro con dello spago e i grandi grappoli ottenuti, chiamati "penneci" vengono appesi a balconi e verande dove vengono conservati fino a primavera.


Oggi gli agricoltori che si occupano della coltivazione sono pochi ed i loro raccolti destinati prettamente ad un consumo familiare. La Fondazione Slow Food li ha riuniti in un Presidio che ha lo scopo di tutelare la tradizione, incentivare l'incremento delle quantità prodotte e coinvolgere altri nuovi produttori.

Il verneteca si consuma prevalentemente crudo, sul pane o leggermente scottato. Non manca chi, inoltre, lo impiega nella preparazione di ricette locali come zuppe, primi e secondi piatti, e chi lo sta riscoprendo come ingrediente per condire anche la pizza.

La ricetta: Spaghetti ai pomodorini gialli verneteca. Ingredienti: spaghetti, pomodorini verneteca, aglio, peperoncino, olio extravergine di oliva, sale, Parmigiano o ricotta salata in scaglie. Lavate accuratamente i pomodorini e tagliate a metà quelli più grandi. Mettete una pentola di acqua sul fuoco, portate a bollore, salate e buttate la pasta. Nel frattempo, in un tegame, fate soffriggere dell'aglio in un poco di olio extravergine di oliva, aggiungete, quindi, i pomodorini e fateli saltare a fuoco medio fino a che non avrete ottenuto una salsa ben amalgamata. Togliete gli spicchi di aglio, insaporite con del peperoncino e, una volta scolata la pasta, fatela saltare qualche minuto nel sugo di pomodoro. Servite in tavola con una spolverata di Parmigiano o ricotta salata in scaglie.

Il pomodorino verneteca viene prodotto in Valle Telesina, nella zona centroccidentale della provincia di Benevento a nord del Massiccio del Taburno, in un'area che comprende i comuni di Cerreto Sannita, Cusano Mutri, Pietraroja, Pontelandolfo, Casalduni, San Lorenzello, Solopaca, Ponte, San Lorenzo Maggiore e San Lupo. 














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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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