Sant'Angelo in Formis, crolla parte dell'arco della basilica benedettina. Assordante il silenzio dei politici casertani


di Domenico Iodice

In provincia di Caserta una molteplicità di luoghi monumentali versa in stato di avvilente incuria; altri sono abbandonati a una colpevole indifferenza e non sono valorizzati


Splendori e miserie. Si fa presto a dire che i beni culturali in Italia diventeranno la nuova fonte di ricchezza e di sviluppo del Mezzogiorno. Sulla carta il tesoro c’è in ogni angolo del Mezzogiorno, nei fatti lo stiamo riducendo a un patrimonio fossile. Frammenti di reperti abbandonati , senza un destino e senza una funzione, o luoghi sacrali, inutilizzabili nell’interesse della collettività. Non si vede, insomma, né un’ordinaria manutenzione dei beni culturali né un uso appropriato, moderno ed efficace di questo patrimonio. E la cosa sconcertante riguarda il ruolo dei rappresentanti dello Stato, i soprintendenti, che spesso diventano i sovrani dei luoghi, roba loro, i custodi dell’agonia, quasi sempre in aperto contrasto con le amministrazioni locali secondo la peggiore tradizione del Sud prigioniero di istituzioni che non collaborano.

La  provincia di Caserta è un esempio emblematico di questa deriva. Ogni giorno un nuovo crollo, l’ultimo sabato scorso, a Sant'Angelo in Formis, ha riguardato un’altra porzione delle mura di età romana edificate a tutela del tempio di Diana Tifatina.

Questa volta è crollato una parte del muro del lato destro dell’ingresso. Per questo, per motivi di sicurezza, l’accesso alla basilica benedettina è stato vietato.
E’ necessario un intervento per far tornare a vivere la basilica, costruita su un tempio romano, simbolo della storia antichissima della nostra Campania Felix.

Tutto questo accade mentre il meglio della politica casertana s’indigna per le parole deturpanti del Rough Guide edita da Feltrinelli e, nel contempo, i beni storici della nostra terra si sgretolano sotto gli occhi di tutti tra l’indifferenza delle istituzioni casertane e l’incuria generale. Negligenza e dispregio a iosa.












Share on Google Plus

Autore: Domenico Iodice

Giornalista

0 commenti:

Posta un commento