Pontelatone, ai nastri di partenza la 43° edizione della Festa dell'uva e del vino Casavecchia


di Domenico Iodice

La kermesse di Pontelatone rappresenta un perfetto connubio tra vino e gastronomia


PONTELATONE – Tutto pronto la per la 43° edizione della Festa dell'uva e del vino Casavecchia, organizzata dalla Pro Loco di Pontelatone, che si terrà dal 14 sin al 16 settembre nel perimetro del suggestivo centro storico di Pontelatone.

Nell’ottica di valorizzazione e promozione del territorio e di riaffermazione identitaria, anche l’edizione 2018, punta i riflettori sul vino Casavecchia abbinato al patrimonio culinario dei prodotti tipici di Pontelatone. Non mancheranno stand tipici ed enogastronomici, degustazione di cibi sani e genuini, spettacoli folcloristici.

Cenni storici

Il vitigno ha rischiato di non arrivare fino ai nostri giorni; se oggi tutti ne possono apprezzare il sapore eccelso lo si deve, secondo quanto riporta la tradizione locale, all’intuizione di un certo Prisco Scirocco, nato a Pontelatone nel 1875 ed ivi morto nel 1962. L’uomo trovò quando aveva un’età di 30-35 anni, all’interno di un rudere di sua proprietà, oggi ancora esistente nei pressi della vecchia masseria denominata “Ciesi” nel  territorio del comune di Pontelatone, una vite che aveva almeno cento anni, che dava un’uva ottima per la produzione di vino rosso. L’uomo iniziò a prelevare da quella vite secolare delle talee con le quali impiantò un primo filare di viti,  la gente di Pontelatone e del vicino comune di Castel Di Sasso, apprezzando il prodotto, iniziò ad andare da lui  per ottenere delle talee allo scopo di piantarle nei loro vigneti, quella gente secondo i racconti dei locali iniziò a dire: “jamme a piglià l’uva e chella casa vecchia”; che in gergo dialettale locale significa “andiamo a prendere le talee dell’uva nata in quella casa vecchia”, da qui la spiegazione del nome  Casavecchia.

Il vino Casavecchia è un prodotto Doc che nel corso degli anni trova sempre più consensi da parte dei consumatori e soprattutto di una clientela esigente, si tratta di un vitigno autoctono che dal Novembre 2011 si fregia della Denominazione di Origine Controllata come “Casavecchia Doc di Pontelatone”.

Il disciplinare prevede che la zona di produzione comprenda otto comuni del Medio Volturno in provincia di Caserta: Pontelatone, Castel di Sasso, Formicola, Liberi, Caiazzo, Castel Campagnano, Piana di Monte Verna e Ruviano.

All'inizio del 2014 il Comune di Pontelatone entra a far parte dell'Associazione Nazionale Città del Vino. Pontelatone, in questa maniera, raggiunge un altro più che significativo traguardo, inserendosi in un circuito promozionale che abbraccia i territori di qualità nella produzione del vino. La vocazione del nostro minuscolo paesino per il vino di elevato pregio, come quello prodotto con la singolare uva con avente nome Casavecchia, con tradizioni enologiche antiche connesse ai valori di natura ambientale, storico, culturale ed economica, ci permette di entrare a testa alta in questa Associazione Nazionale.

Il marchio dell’Associazione è conosciuto in Italia ed oltre, e permetterà a Pontelatone ed al suo territorio di promuovere e valorizzar la “cultura del vino” attraverso una serie di iniziative divulgative, informative e formative.

Il vino Casavecchia, grazie alle tecniche di produzione adottate negli ultimi anni che ne hanno affinato il gusto, è ormai paragonabile qualitativamente a vini eccellenti, pregno di profumi e tanto colore rispetto ad altri rossi. Ovviamente questa è la nostra analisi, da consumatori e non esperti del settore.

Con il riconoscimento della Doc, il vino Casavecchia, contribuisce ad arricchire l’offerta dei vini campani di notevole qualità.

Il successo delle produzioni enologiche presenti nel Comune di Pontelatone è anche il frutto delle politiche di sostegno dei viticoltori più importanti per produzione che, hanno saputo assicurar per elevarne la qualità, un amore continuo verso la vite Casavecchia destinata a conquistare sempre nuovi traguardi.

Ma se negli ultimi anni la qualità del nostro vino è migliorata enormemente lo si deve anche alla crescita culturale dei nostri viticoltori, che sono riusciti a sganciarsi da una cultura arcaica fondata solo sulla produzione, e hanno imparato a misurarsi con i mercati, a far del nostro vino la carta d’identità di un intero territorio. I vini dei nostri territori son stati sempre decantati, sin da tempi remoti, visto che già Plinio celebrava la virtù dei vini di Trebula, tradizione che potremmo dire che non si è spenta ma che anzi continua con il vitigno pregiato del Casavecchia. I viticoltori latonesi prima, i governanti del paese poi, stanno capendo la necessità della valorizzazione dei prodotti tipici e del vino del nostro territorio. E hanno imparato che la qualità dei prodotti e la cultura del territorio son profondamente legati, e contribuiscono anche allo sviluppo del turismo e dell’agriturismo, promuovendo la cultura, il paesaggio, le produzioni tipiche e i beni storici come l'ineguagliabile sito archeologico di Trebula Balliensis. Il vino Casavecchia, insomma, diventa anche lo strumento per rappresentare compiutamente un territorio di eccellenze enogastronomiche, storiche.

Il vitigno autoctono Casavecchia è un "monumento" che racconta la terra di Pontelatone nel mondo: è recente, di luglio scorso precisamente, la notizia che la vite Casavecchia sarà piantata anche in Argentina.

La Festa dell'uva e del vino Casavecchia apre i battenti venerdì 14, non mancate.




















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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

1 commenti:

  1. Pero'.....si apprende con sorpresa che Pontelatone abbia un suggestivo centro storico,che sia entrato in un circuito di promozione e valirizzazione come Citta' del vino.
    Chi l'avrebbe mai detto.
    Va' doverosamente fatta una precisazione, grazie al fu' sig.Prisco Scirocco il vitigno si e' salvato, ma grazie ad Antonio Di Giovannantonio e' stato possibile riscoprirlo e valorizzarlo.
    A detta di qualcuno a Pontelatone c'e' molta mediocrita', se I risultati sono e possono essere questi evviva la mediocrita'

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